A Marcesina e Valmaron ci sono infrastrutture che, pur passando spesso inosservate agli occhi di chi frequenta la montagna per una passeggiata, sono fondamentali per chi in quei luoghi lavora ogni giorno. Tra queste ci sono le pozze d’alpeggio, utilizzate per l’abbeveraggio delle vacche durante il periodo di permanenza in quota, elementi essenziali per garantire la gestione del bestiame e la continuità dell’attività di pascolo.
Proprio su queste strutture il Comune di Enego ha deciso di intervenire con un progetto che interessa sei pozze d’alpeggio distribuite tra Marcesina e Valmaron, con l’obiettivo di migliorarne la funzionalità e la fruibilità. I lavori sono stati affidati alla Ditta Caregnato Loris, mentre l’importo complessivo dell’opera ammonta a 81.779,87 euro.
La parte più consistente della spesa, 80 mila euro, è coperta dal finanziamento concesso dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, attraverso il fondo destinato a sostenere i Comuni negli interventi di ripristino, manutenzione e valorizzazione delle infrastrutture di interesse storico e paesaggistico legate alla transumanza, alla monticazione, all’alpeggio e alle altre pratiche tradizionali.
Il progetto prevede interventi sulle pozze finalizzati a renderle maggiormente funzionali all’attività di pascolo e, in particolare, a migliorare la capacità di mantenere l’acqua in superficie. Un’esigenza tutt’altro che secondaria in un territorio come quello dell’Altopiano, dove la particolare conformazione dei terreni e la natura carsica del suolo rendono più complesso trattenere l’acqua in superficie. A questo si aggiungono periodi di siccità sempre più frequenti, che rendono ancora più importante poter contare su punti di abbeveraggio efficienti per il bestiame durante la permanenza in quota.
Ma dietro a un intervento apparentemente semplice c’è anche qualcosa di più. Le pozze d’alpeggio fanno parte di quel sistema di infrastrutture che nei decenni ha permesso alle malghe di Marcesina e Valmaron di essere vissute e utilizzate durante la stagione dell’alpeggio. Recuperarle significa quindi intervenire su una necessità attuale, ma allo stesso tempo prendersi cura di una parte della storia rurale e pastorale di Enego.
L’intervento si inserisce infatti in un percorso più ampio di valorizzazione delle malghe presenti sul territorio comunale, che sta procedendo in maniera capillare. Ogni malga segue un proprio percorso, costruito tenendo conto delle caratteristiche della struttura e soprattutto delle necessità emerse direttamente da chi le gestisce. In alcuni casi l’attenzione è rivolta agli immobili e alla loro sistemazione, in altri alle infrastrutture necessarie per rendere più funzionale l’attività.
E in questo quadro non potevano mancare interventi come quello sulle pozze d’alpeggio, perché la valorizzazione di una malga non passa soltanto dall’aspetto degli edifici o dalla loro attrattività. Passa anche dalla possibilità concreta di continuare a svolgere il lavoro di malghese in condizioni adeguate, garantendo al bestiame le strutture necessarie durante la permanenza in quota.
Marcesina e Valmaron, inoltre, hanno una forte valenza anche dal punto di vista turistico. Le loro malghe sono tra i luoghi maggiormente frequentati da visitatori, escursionisti e famiglie che scelgono queste zone per trascorrere una giornata in montagna. Migliorare e valorizzare queste realtà significa quindi lavorare contemporaneamente su due fronti: da una parte offrire a chi visita il territorio un ambiente sempre più curato e accogliente, dall’altra migliorare le condizioni di lavoro di chi mantiene viva l’attività dell’alpeggio.
Il progetto affonda le proprie radici nel 2025, quando il Comune di Enego partecipò all’avviso pubblico del Ministero dell’Agricoltura dedicato proprio al recupero e alla valorizzazione delle infrastrutture legate alla transumanza, alla monticazione e all’alpeggio. Il progetto presentato dal Comune venne dichiarato ammissibile e, con decreto ministeriale del 9 dicembre 2025, fu concesso a Enego un finanziamento di 80 mila euro.
Nei mesi successivi sono proseguite le attività di progettazione, le verifiche e l’acquisizione delle necessarie autorizzazioni ambientali e paesaggistiche, fino all’approvazione del progetto da parte della Giunta comunale lo scorso 29 luglio e al successivo affidamento dei lavori.
Ora il progetto entra nella sua fase operativa. Sei pozze d’alpeggio, apparentemente semplici elementi del paesaggio di montagna, diventano così un altro tassello di un percorso più ampio: mantenere vivo il pascolo, sostenere il lavoro dei malghesi, tutelare le tradizioni e, allo stesso tempo, valorizzare luoghi che rappresentano una parte importante dell’identità e dell’attrattività turistica di Enego.
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