Lemelæ conquista la Guida Michelin: il ristorante di chef Andrew Lunardi entra nella celebre “Rossa”

foto: Silvia Meda

Un altro passo importante per Lemelæ, il ristorante di Gallio guidato dallo chef Andrew Lunardi, che entra nella selezione della Guida Michelin e porta ancora una volta l’Altopiano dei Sette Comuni all’attenzione della critica gastronomica nazionale.

Il locale di via Camona figura tra le novità pubblicate dalla celebre guida, che lo inserisce nella categoria “Cucina creativa, contemporanea”. Non si tratta ancora dell’assegnazione di una Stella, ma dell’ingresso nella selezione dei ristoranti consigliati dagli ispettori Michelin, un risultato che assume un significato particolare per un progetto giovane e nato lontano dai grandi centri della ristorazione italiana.

Nella propria scheda, la Guida Michelin mette in evidenza proprio alcuni degli elementi che in questi anni hanno costruito l’identità di Lemelæ: una proposta gastronomica essenziale, una carta concentrata, il rapporto con il territorio e il ricorso a tecniche come fermentazioni e conservazioni, con la brace a occupare un ruolo centrale nella cucina.

È il riconoscimento di una strada intrapresa da Lunardi tornando sulle proprie montagne dopo diverse esperienze professionali fuori dall’Altopiano e all’estero. Classe 1996, passato in gioventù anche dal salto con gli sci, lo chef ha costruito la propria formazione attraversando cucine e culture differenti, dall’Inghilterra alla Scandinavia, passando per l’esperienza con Norbert Niederkofler e quella accanto ad Alessio Longhini. Da questo percorso è nata una cucina che utilizza alcune tecniche e sensibilità nordiche senza rinunciare a un’identità profondamente altopianese.

A Lemelæ il punto di partenza resta infatti la materia prima che si trova attorno a Gallio: carni, selvaggina, formaggi, uova, vegetali, erbe e fiori, reperiti attraverso una rete di piccoli produttori e una filiera costruita direttamente sul territorio. A questo patrimonio si aggiungono affumicature, fermentazioni, conserve, acidità e soprattutto il fuoco, utilizzato non come semplice tecnica di cottura ma come uno dei tratti riconoscibili dell’intero percorso gastronomico.

Una filosofia che negli ultimi mesi aveva già attirato l’attenzione della critica. Gambero Rosso aveva inserito Lunardi tra i 20 migliori chef Under 30 della nuova cucina italiana, sottolineando proprio la capacità di leggere boschi, prati e tradizioni montane attraverso un linguaggio contemporaneo.

L’ingresso nella Michelin arriva quindi al termine di una crescita rapida, ma soprattutto coerente. Lemelæ non ha cercato di trasferire sull’Altopiano un modello gastronomico costruito altrove: ha scelto piuttosto di partire da ciò che l’Altopiano può offrire e di interpretarlo attraverso le esperienze accumulate dal suo chef.

Anche il nome del ristorante racconta questa scelta. Lemelæ richiama infatti la contrada della famiglia Lunardi e affonda le proprie radici nella storia locale, diventando quasi una dichiarazione d’intenti per un progetto che ha deciso di fare della montagna non una semplice cornice, ma la materia stessa della propria cucina.

Ora arriva il timbro di una delle guide gastronomiche più autorevoli al mondo. Per Andrew Lunardi e la sua squadra è un nuovo traguardo; per Gallio e per l’intero Altopiano dei Sette Comuni, un’ulteriore conferma di come anche dalla montagna possa nascere una ristorazione contemporanea capace di attirare l’attenzione ben oltre i confini locali.

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