Monte Corno, farfalla del Giardino Botanico spezzata per la terza volta: «Ora è irreparabile»

Una delle installazioni che accolgono i visitatori del Giardino Botanico Alpino “Dario Broglio” di Monte Corno è stata nuovamente danneggiata.

Si tratta della grande farfalla in legno, con le caratteristiche ali dai colori accesi, già oggetto in passato di interventi di riparazione e che ora appare spezzata in più parti.

È la terza volta che l’opera subisce danni. In una prima occasione il deterioramento era stato attribuito all’azione del tempo e la struttura era stata restaurata. Più recentemente, secondo quanto riferito alla persona che se ne era occupata, la farfalla sarebbe stata accidentalmente rotta da un bambino durante una visita. Anche in quel caso era stato effettuato un nuovo intervento, seppure provvisorio, per cercare di conservarla.

Questa volta, però, il danno sembra essere definitivo. «Ormai è rotta al punto da non essere più riparabile», è l’amara constatazione dopo il sopralluogo effettuato all’ingresso del Giardino Botanico.

Non è possibile, al momento, stabilire che cosa sia accaduto. Non ci sono elementi per affermare che si sia trattato di un atto volontario: tra le possibili cause restano un urto accidentale, il maltempo o persino il passaggio di un animale. Al momento del sopralluogo, infatti, il cancello risultava aperto, circostanza che rende impossibile ricostruire con certezza la dinamica.

Resta però l’amarezza nel vedere nuovamente a terra un’opera pensata per rendere più bello e riconoscibile uno dei luoghi naturalistici più frequentati di Monte Corno.

«Non voglio essere complottista», viene precisato, «anche perché non so se ci sia stato del vento abbastanza forte da spezzarla e l’avevo appena sistemata alla bene e meglio dopo il precedente danneggiamento. Con il cancello aperto potrebbe essere entrata anche una mucca: non si può dire niente di certo».

Accanto alla prudenza sulle cause rimane tuttavia una riflessione più generale sul rispetto dei luoghi pubblici, della natura e di ciò che viene realizzato per valorizzarli.

«Se qualcuno fosse stato infastidito dai suoi colori e l’avesse rotta di proposito sarebbe un gesto molto grave, perché distruggere la bellezza significa colpire qualcosa che appartiene a tutti», è il pensiero espresso, accompagnato dal richiamo ad altri episodi di danneggiamento avvenuti sul territorio, come le svastiche comparse tre anni fa nel bosco lungo il Sentiero dei Partigiani, alla vigilia della commemorazione dell’eccidio di Granezza.

Un paragone che nasce dall’amarezza, ma che non vuole trasformarsi in un’accusa in assenza di elementi concreti. Per la farfalla del Giardino Botanico, infatti, non è possibile parlare con certezza di vandalismo.

Rimane soltanto un’immagine eloquente: le grandi ali colorate adagiate sull’erba e una struttura che, dopo essere stata più volte recuperata, questa volta potrebbe non tornare più al suo posto.

«Non so cosa pensare, se non che distruggere è molto più facile che costruire».

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