Buona partecipazione di pubblico, martedì 25 agosto, per l’inaugurazione ad Asiago della mostra “Affinità – la pittura incontra la fotografia”, ospitata nella Sala della Reggenza dell’Unione Montana “Spettabile Reggenza dei 7 Comuni” e visitabile fino al 31 agosto.
Protagonisti dell’esposizione sono la pittrice Loredana Scapin e il fotografo Sergio Dalle Ave “Kelly”, due amici di lunga data, entrambi originari di Asiago, che nel corso degli anni hanno sviluppato percorsi artistici molto diversi ma accomunati da un rapporto profondo con il paesaggio dell’Altopiano dei Sette Comuni.
A introdurre la mostra è stata Francesca Chiesa, che nella sua presentazione ha messo al centro proprio il significato scelto per il titolo dell’esposizione.
«Affinità non vuol dire somiglianza», ha spiegato, sottolineando come il punto di contatto tra i due artisti non vada cercato tanto nell’aspetto delle opere quanto nel modo di osservare ciò che li circonda. Un pennello e una macchina fotografica diventano così strumenti differenti attraverso i quali porre la stessa domanda al paesaggio.
Il percorso espositivo mette infatti a confronto due linguaggi autonomi. Da una parte la pittura di Loredana Scapin, nata ad Asiago e oggi residente a Vienna, formatasi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove ha frequentato anche la Masterclass di Emilio Vedova, e successivamente all’Akademie der Bildenden Künste Wien.
Nel tempo il suo lavoro si è progressivamente allontanato dalla rappresentazione più immediata della natura. Il paesaggio rimane riconoscibile, ma viene ridotto a colori, forme e pochi segni essenziali, fino a sfiorare in diversi lavori l’astrazione.
Tra le opere richiamate durante la presentazione, una montagna innevata che emerge contro un blu intenso e un altro lavoro nel quale il blu della notte incontra il verde acceso di un prato, fino ad arrivare a “Inverni-stagno”, composizione quasi monocroma nella quale un palo di legno interrompe la distesa bianca della neve.
È proprio in questa sottrazione che, secondo Chiesa, si legge uno degli elementi più forti della ricerca di Scapin: restare legata a un luogo anche quando quel luogo viene trasformato e portato verso una dimensione quasi astratta.
Dall’altra parte c’è la fotografia di Sergio Dalle Ave “Kelly”, nato ad Asiago nel 1955 e avvicinatosi alla fotografia già da adolescente, dopo un corso organizzato in Patronato dal fotografo Sandro Brazzale.
Da allora la fotografia è diventata una presenza costante nella sua vita, anche professionale: dal 1973 al 2018 ha lavorato all’INAF di Padova-Asiago come fotografo, occupandosi di acquisizione, elaborazione e stampa di immagini astronomiche, oltre che di grafica e divulgazione scientifica.
Tra i riferimenti del suo percorso figurano Franco Fontana e Luigi Ghirri, maestri dai quali emerge soprattutto l’attenzione per il colore, le geometrie e l’essenzialità della composizione.
Anche nelle fotografie esposte ad Asiago il paesaggio viene raramente presentato come semplice documento. Campi innevati, profili delle colline, paletti, nuvole e variazioni di luce vengono trasformati in linee e strutture visive, fino a perdere in alcuni casi la loro lettura più immediata.
Durante la presentazione è stato ricordato, tra gli altri, uno scatto nel quale una falce di luna appare sospesa sopra nuvole rosate e un campo innevato, così come una fotografia segnata dalla diagonale di una fila di paletti lungo un pendio bianco.
Ed è proprio in quest’ultimo dettaglio che il dialogo tra i due artisti diventa particolarmente evidente. Da una parte il palo isolato nel paesaggio dipinto da Scapin, dall’altra la fila di paletti fotografata da Dalle Ave: opere nate separatamente, con tecniche differenti, ma fondate sullo stesso modo di riconoscere nel paesaggio un segno minimo e trasformarlo nel centro dell’immagine.
«Non credo sia un caso», ha osservato Francesca Chiesa durante la presentazione, individuando proprio in questo accostamento uno degli esempi più chiari del senso della mostra.
“Affinità” diventa così non soltanto il confronto tra pittura e fotografia, ma il racconto di due sguardi cresciuti nello stesso territorio e rimasti, nonostante percorsi differenti, legati a una medesima sensibilità.
Una relazione che nasce dall’amicizia tra i due protagonisti e che trova nell’Altopiano un terreno comune: i suoi boschi, la neve, i prati, le stagioni e soprattutto quella luce capace di trasformare continuamente forme e colori.
«A volte, per vedere davvero un luogo, serve vederlo due volte: una volta con gli occhi di chi lo dipinge e una volta con gli occhi di chi lo fotografa», è stata la riflessione conclusiva di Chiesa.
La mostra “Affinità – la pittura incontra la fotografia” rimarrà aperta fino a lunedì 31 agosto, con orario dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.
L’esposizione è realizzata con la collaborazione dell’Associazione culturale Gruppo Arte Insieme e del Club Fotografico Altopiano 7 Comuni, con il patrocinio dell’Unione Montana Spettabile Reggenza dei 7 Comuni e della Città di Asiago.
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