Domenica 6 settembre 2026 torna la tradizionale Commemorazione di Granezza – Monte Corno, appuntamento dedicato alla memoria dei Caduti della Resistenza e della Guerra di Liberazione e a uno dei capitoli più significativi della storia dell’Altopiano e dell’Alto Vicentino.
La cerimonia è organizzata dal Comitato Permanente per le commemorazioni della Resistenza dell’Alto Vicentino, insieme ai Comuni di Asiago, Lugo di Vicenza e Lusiana Conco, all’Associazione Volontari della Libertà e alla Federazione Italiana Volontari della Libertà.
Al centro della giornata ci sarà il ricordo dei 250 Caduti della Divisione Alpina “Monte Ortigara”, insieme a quello degli appartenenti alle diverse formazioni partigiane, del Corpo Italiano di Liberazione e delle vittime dei campi di internamento e prigionia.
Una commemorazione che, oltre al ricordo delle persone che persero la vita, vuole mantenere viva la memoria dei valori maturati durante la Resistenza e la Guerra di Liberazione, considerati parte delle fondamenta storiche e civili della Repubblica Italiana e della Costituzione.
Il programma prenderà il via alle 9.30 a Monte Corno, nel territorio comunale di Lusiana Conco, con gli onori al Monumento al “Caduto Ignoto per la Libertà”.
Alle 10 la cerimonia si sposterà a Bocchetta Granezza, nel Comune di Lugo di Vicenza, per gli onori al Cippo ai Caduti della SPEER.
Il momento centrale è previsto alle 10.30 a Granezza, nel territorio del Comune di Asiago, presso il Sacello Votivo, dove saranno resi gli onori ai Caduti. Seguiranno il discorso commemorativo e la Santa Messa.
Ad accompagnare la cerimonia saranno la Banda Galliano “La 33” di Lugo di Vicenza e il Coro Monte Pasubio di Schio, che contribuiranno con la loro presenza musicale a scandire i diversi momenti della commemorazione.
Un po’ di storia
Tra il 5 e il 7 settembre 1944, in località Granezza sull’Altopiano dei Sette Comuni, si consumò uno dei capitoli più tragici della Resistenza vicentina. Il massiccio rastrellamento condotto dalle truppe nazifasciste, con oltre 4.000 uomini, colpì le brigate partigiane presenti nella zona, dando origine a scontri violentissimi.
Il 6 settembre i combattimenti raggiunsero il culmine, con circa 600 partigiani contrapposti alle forze nemiche. Dopo ore di scontri impari, i comandanti furono costretti a ordinare la ritirata.
Il giorno successivo si consumò l’eccidio dei 14 autieri della Speer, catturati insieme a due malghesi (poi rilasciati) e consegnati ai fascisti. Le testimonianze raccontano di sevizie indicibili e della brutale uccisione dei giovani, i cui corpi vennero sepolti provvisoriamente lungo la muratura del cimitero inglese di Granezza.
Il bilancio del rastrellamento fu pesantissimo: 14 autieri, 8 partigiani della Brigata Mazzini e 7 della Divisione Sette Comuni persero la vita. Le perdite tra le truppe nazifasciste non furono mai dichiarate ufficialmente, ma fonti coeve parlarono di numerosi caduti e feriti.
Quell’eccidio, ricordato come uno dei più atroci della guerra partigiana altopianese, rimane una ferita profonda nella memoria collettiva e un monito contro la violenza e la disumanità dei regimi totalitari.
La locandina dell’evento
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