Mauro Corona a Enego, dove la montagna diventa un racconto

Sul palco Mauro e Marianna Corona hanno intrecciato libri, ricordi personali, montagne e confessioni, in una serata conclusa tra fotografie, firme e una chiacchierata al bar anche con i giovani del paese

A volte non serve molto per capire quando una serata è destinata a lasciare il segno. A Enego, sabato 22 agosto, è bastato guardare il Palazzo della Cultura e del Turismo: i 250 posti a sedere erano tutti occupati e altre persone hanno seguito l’incontro dall’esterno. Dentro, intanto, Mauro Corona prendeva posto sul palco insieme alla figlia Marianna, pronto a trasformare una presentazione letteraria in qualcosa di molto più personale.

L’appuntamento, iniziato alle 21, rientrava nella rassegna “Aperitivo con l’autore”, promossa dalla Libreria Giunti al Punto di Asiago. Mauro Corona era arrivato appositamente a Enego per presentare I sentieri degli aghi di pino, mentre Marianna ha presentato Rifugi per un tempo sospeso. A moderare la serata è stato il fratello di Paola Brazzale.

Fin dai primi minuti è stato chiaro che non sarebbe stata una presentazione costruita secondo schemi rigidi. Corona, con il suo modo diretto e ironico, ha immediatamente stabilito un rapporto particolare con il pubblico, fatto di battute, risate e racconti. Le bottigliette d’acqua preparate sul palco sono state presto sostituite da alcune birre, in un gesto che ha strappato le prime risate e che ha contribuito a creare quell’atmosfera informale che avrebbe accompagnato tutta la serata.

Prima ancora di entrare nel cuore del suo libro, Corona ha voluto parlare di Enego e dei ricordi che lo legano al paese. Tra questi, quelli legati a Diego Dalla Palma, che ha origini eneghesi e che, come Corona, è del 1950. Lo scrittore ha ricordato una serata trascorsa proprio a Enego insieme a Dalla Palma e all’amico “Icio”, oggi scomparso.

Il racconto è diventato uno dei momenti più curiosi dell’incontro. Corona ha ricordato la baita, la serata trascorsa insieme e poi la villa di Dalla Palma, descritta con il suo consueto tono ironico: una casa grande e spaziosa, con particolari sorprendenti, tra cui un sombrero e persino degli alberi all’interno. Una casa “di lusso”, ha raccontato scherzando, dove però mancava una cosa che per Corona sembrava fondamentale: una bottiglia di vino.

Un episodio leggero, ma capace di riportare sul palco il valore dei ricordi e delle amicizie costruite nel tempo. E proprio parlando di Dalla Palma, Corona ha pronunciato una frase che racchiude bene il sentimento con cui ha raccontato quella parte della sua vita: «Sono amico di Diego e del suo animo sensibile e dolce».

Il filo conduttore è poi tornato alla montagna e a I sentieri degli aghi di pino, il libro di Mauro Corona pubblicato da Mondadori. Il romanzo racconta la storia di due fratelli e, attraverso le loro vicende, affronta il rapporto tra l’uomo e la natura, il valore della montagna e il delicato equilibrio tra ambiente e sfruttamento del territorio.

A Enego, tuttavia, il libro è diventato soprattutto l’occasione per raccontarsi. Corona ha intrecciato alla storia del romanzo ricordi personali, riflessioni sulla montagna e confessioni più intime, passando con naturalezza dall’ironia a momenti di maggiore profondità. Il pubblico ha seguito il racconto con attenzione, alternando risate e applausi.

Accanto a lui, Marianna Corona ha portato sul palco una voce diversa ma profondamente legata alla stessa dimensione. In Rifugi per un tempo sospeso, pubblicato da Rizzoli, la montagna diventa un luogo fisico ma anche interiore: uno spazio nel quale si incontrano ricordi, natura, famiglia e momenti difficili della vita. Marianna ha raccontato anche la propria esperienza nella battaglia contro la malattia oncologica, dando alla serata una dimensione ancora più intima e personale.

Il rapporto tra padre e figlia è stato così uno degli elementi più belli dell’incontro. Due modi differenti di raccontare la montagna: quello di Mauro, più ruvido, ironico e istintivo, e quello di Marianna, più delicato e introspettivo. Due voci diverse che, sul palco di Enego, hanno finito per incontrarsi nello stesso luogo: quello dei ricordi.

A completare la serata ci ha pensato Costante Piz, presente sul palco, che ha coinvolto il pubblico con un particolare omaggio alla natura di montagna, riproducendo i canti di alcuni uccelli che si possono incontrare anche sulle nostre montagne: dal merlo al fringuello, fino alla cinciallegra. Un momento curioso e divertente, accolto con entusiasmo dal pubblico.

Nel corso della serata Corona ha inoltre anticipato l’arrivo di un nuovo libro, che sarà presentato nel mese di settembre. Un annuncio arrivato quasi naturalmente, nel mezzo di una conversazione che sembrava non avere bisogno di seguire un copione preciso.

E forse è proprio questa la caratteristica che ha reso speciale l’appuntamento di Enego. Mauro Corona ha più volte lasciato trasparire la propria felicità nell’essere lì, e il pubblico ha risposto con lo stesso calore. I 250 posti occupati e le persone rimaste all’esterno sono certamente il dato più evidente, ma non raccontano da soli l’atmosfera della serata. A raccontarla sono soprattutto le risate, i lunghi applausi e il modo in cui il pubblico ha seguito anche i passaggi più personali.

Al termine dell’incontro sono arrivati il firma-copie e le fotografie con Mauro e Marianna. Ma anche in questo caso la serata non si è conclusa con l’ultimo saluto dal palco. Corona è rimasto infatti in paese, fermandosi in un bar insieme anche ad alcuni giovani di Enego.

È forse proprio quell’immagine, più di qualsiasi altra, a raccontare il senso della serata. Un autore conosciuto in tutta Italia che, dopo aver parlato davanti a un Palazzo della Cultura gremito, sceglie di fermarsi ancora un po’ in paese, seduto al bar e in mezzo alla gente.

Per una sera Enego non è stata soltanto il luogo di una presentazione di libri. È diventata uno spazio dove parlare di montagne, amicizie, ricordi, vita e fragilità. Una serata nella quale, almeno per qualche ora, Mauro Corona e il suo pubblico sembravano essersi sentiti semplicemente a casa.

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