Otto anni dalla tempesta Vaia, il sindaco Rigoni Stern ricorda quei giorni: «Asiago isolata, la paura e la forza della nostra gente»

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Otto anni dopo, il ricordo della tempesta Vaia è ancora vivo sull’Altopiano dei Sette Comuni. Era la fine di ottobre del 2018 quando la furia del vento si abbatté sul territorio, abbattendo interi boschi, interrompendo collegamenti e servizi essenziali e lasciando ferite nel paesaggio ancora oggi ben visibili. In occasione dell’ottavo anniversario, il sindaco di Asiago Roberto Rigoni Stern ha affidato ai social una riflessione personale su quei giorni drammatici, vissuti in prima linea alla guida della città.

«Esattamente 8 anni fa, la tempesta Vaia. Una ferita difficile da dimenticare», esordisce il primo cittadino, tornando con la memoria alle ore in cui l’emergenza assunse proporzioni fino ad allora difficili da immaginare.

Asiago rimase completamente isolata, con le linee telefoniche fuori uso e l’energia elettrica assente per diversi giorni. Fu necessario ricorrere a numerosi gruppi elettrogeni per garantire il funzionamento dei servizi essenziali, mentre l’interruzione dei collegamenti con il resto del territorio alimentava la preoccupazione per la sicurezza della popolazione.

«Ricordo ancora quei giorni, la paura e la preoccupazione di fronte a una situazione che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia», scrive Rigoni Stern, soffermandosi soprattutto su quello che definisce il pensiero più angosciante: come garantire un intervento sanitario urgente in un territorio rimasto senza collegamenti.

Una responsabilità particolarmente pesante per chi, in quelle ore, doveva prendere decisioni e assicurare assistenza alla cittadinanza. Ma accanto alle difficoltà, il sindaco ricorda anche la straordinaria capacità di reazione della comunità altopianese.

«Da sindaco, ho vissuto quei momenti con il peso della responsabilità verso i cittadini. Non dimenticherò mai la difficoltà di quelle ore ma nemmeno la forza e la solidarietà con cui la nostra gente seppe reagire».

A otto anni di distanza, Vaia continua a rappresentare uno spartiacque nella storia recente dell’Altopiano, non soltanto per gli enormi danni provocati al patrimonio boschivo, ma anche per la consapevolezza della fragilità di un territorio montano esposto a eventi meteorologici estremi.

È proprio su questo aspetto che si concentra la parte conclusiva della riflessione di Rigoni Stern, che richiama l’importanza degli investimenti nella prevenzione, nella Protezione civile e nella sicurezza delle comunità.

«Otto anni dopo, le ferite nei boschi ci ricordano ancora quella notte. Ma ci ricordano anche il dovere di prenderci cura del nostro territorio, vero patrimonio da trasmettere alle future generazioni».

Un anniversario che rinnova il ricordo di una delle pagine più difficili della storia recente dell’Altopiano, ma anche quello della solidarietà e della capacità di reagire di un’intera comunità, chiamata oggi a trasformare la memoria di quella devastazione in un impegno concreto per il futuro.

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