La Comunità Montana resta a corto di dipendenti

Cgil: "Assunzioni a rischio e un danno per il territorio"

Unione Montana

Il Comune di Enego ha scelto di non rinnovare la convenzione per l’utilizzo di personale a tempo parziale in altri comuni dell’altopiano e in Comunità Montana. Il motivo che ha portato a questa decisione è la necessità di far rientrare negli uffici di Enego il personale necessario per garantire alla cittadinanza i servizi comunali, sopravvenuta in seguito al pensionamento di un dipendente e al trasferimento dell’ufficiale dell’anagrafe.

Enego ha sempre messo a disposizione degli altri comuni le proprie risorseafferma il sindaco Boscardine quando sarà nuovamente possibile ragioneremo sul rinnovo delle convenzioni. Questa non è una situazione definitiva.” Commenta così la scelta il Sindaco di Enego, sottolineando l’impegno profuso da uno dei comuni più piccoli dell’altopiano per aiutare gli enti in difficoltà. Chiede però che ora siano anche gli altri comuni a tendere la mano a chi ne ha bisogno: “Mi aspetto riconoscenza da parte di coloro che abbiamo aiutato compiendo un sacrificio che ha gravato sulle spalle della comunità di Enego. Adesso è il momento che anche quei comuni che non hanno mai condiviso i propri dipendenti si mettano a disposizione“, commenta Boscardin.

Rotzo, Enego e Gallio sono i tre comuni ad essersi maggiormente impegnati finora nella condivisione delle risorse umane con l’Unione Montana.
Sulla scia di Boscardin si colloca anche Aldo Pellizzari, sindaco di Rotzo, che dopo i sei mesi previsti dalla convenzione ha ritirato proprio oggi la propria dipendente impiegata nel ruolo di Segretario dell’Unione Montana: “Rotzo per senso di responsabilità ha fatto un grosso sforzo per fornire un Segretario alla Comunità Montana e avevamo anticipato che non avremmo potuto impegnarci per un periodo di tempo più prolungatocommenta PellizzariDa mesi richiamiamo l’attenzione degli altri Comuni sulla necessità di impegnarsi a fornire un altro segretario, cosa che come è riuscito a fare Rotzo possono fare anche altri enti“.

I Comuni più piccoli dell’altopiano agiscono quindi in questo momento per necessità dovendo reintegrare il proprio personale nelle normali attività comunali ma si focalizzano anche su una rotazione invocata a pieni polmoni per le tematiche politiche e che sembra invece passare sottotraccia quando si tratta di collaborare per il buon funzionamento dell’Unione, che andrebbe a vantaggio di tutti.

In linea con quanto sostengono Boscardin e Pellizzari sono intervenuti anche i sindacati con una lettera aperta ai sette comuni dell’altopiano e all’Unione Montana come monito rivolto a tutti i Sindaci affinché si impegnino a mettere a disposizione le proprie risorse umane utili ad espletare le pratiche di assunzione dei lavoratori stagionali che al momento sono bloccate.
La Cgil di Vicenza si è detta molto preoccupata per la situazione occupazionale e lo stallo dimostrato da parte dei Comuni che non hanno risposto all’appello in merito alla richiesta di convenzioni di prestito di personale, nonostante sia già avvenuto lo stanziamento di risorse e di progetti delegati i cui cantieri però non possono essere avviati senza le assunzioni dei lavoratori stagionali, causando un danno anche al territorio.
Nei prossimi giorni il sindacato organizzerà dei presidi con i lavoratori in tutti i Comuni dell’altopiano, fino a che non verrà risolta la questione.

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