Sanità: tagli per i cittadini dell’alto vicentino. Sei presidi di guardia medica in chiusura

Ulss 7 Pedemontana

L’Ulss 7 Pedemontana ha recentemente comunicato via e-mail ai suoi medici di base che da domani, 1º dicembre, saranno chiusi i sei presidi di guardia medica di Rosà, Marostica, Valbrenta, Lusiana Conco, Thiene e Schio. Tutto il personale sará diviso in tre centri ubicati negli ospedali di Bassano, Santorso e Asiago. La scelta, secondo il direttore dell’Ulss 7 Carlo Bramezza, è legata alla mancanza di medici e personale.

Non è pensabile risolvere il problema della carenza di personale chiudendo le sedi. Non è pensabile lasciare migliaia di cittadini senza il servizio di Guardia medica: la carenza di personale è oggettiva, ma non si risolve chiudendo le sedi, aggravando il problema anziché risolverlo. Non è una responsabilità diretta dell’Ulss 7, però è evidente che non è frutto del caso, bensì di una programmazione sbagliata che parte da lontano. E adesso va trovata una soluzione per tornare in tempi ragionevoli alla normalità”, interviene il capogruppo del PD Giacomo Possamai sulla soppressione deipresidi, e continua: “Questa riorganizzazione, che passa dalla chiusura di numerose sedi, creerà disagi all’intero territorio, come stanno evidenziando anche i sindaci, peserà soprattutto nelle valli e nelle zone montane dove già c’è il problema della mancanza di medici di base: è grave privarli di un ulteriore presidio, soprattutto in caso di emergenze. Sappiamo tutti che è un tema nazionale, è però altrettanto vero che la situazione in Veneto è particolarmente delicata: una situazione analoga c’è già stata in provincia di Treviso e abbiamo il record nazionale di zone carenti. Limitarsi a sollecitare il Governo non è sufficiente, anche la programmazione regionale deve essere rivista”.

Giacomo Possamai capogruppo del PD Veneto
Giacomo Possamai capogruppo del PD Veneto

Saranno dunque chiusi presidi in zone dove già mancano i medici di base e i cittadini si trovano in difficoltà. Oltre a colpire le piccole comunità con la delocalizzazione, spostando la guardia medica in un ospedale si perde inoltre il senso del servizio, visto che alla porta accanto c’è il Pronto Soccorso.

Tutto questo non è una scelta logica, ma solo legata all’incapacità della dirigenza della Ulss 7 di attuare una programmazione al servizio dei cittadini. La nostra sanità pubblica si sta impoverendo taglio dopo taglio, con personale in uscita verso soluzioni lavorative diverse dai nostri ospedali”. Continua così l’attacco da parte del PD Vicentino, che condanna apertamente l’attuale amministrazione della sanità in Veneto: “L’esempio di Malo ne è una prova evidente: alla presenza del dirigente dell’Ulss 7 Bramezza e dell’assessore Lanzarin è stato inaugurato un nuovo centro riabilitativo privato che usufruirà di “specialisti ospedalieri” in spazi che erano dedicati alla medicina di gruppo, sostituendo di fatto il reparto che era vanto della Ulss e che in questo ultimo periodo ha visto i suoi posti letto da 22 a 10, con la seria possibilità che venga dismesso in favore di Asiago. Inoltre, a Bassano i centri prelievi, situati in due quartieri della città, dal 1º dicembre non offriranno più il servizio di prenotazione ma in caso di necessità bisognerà mettersi in fila nella sala d’attesa, dove si creeranno assembramenti nel pieno dell’aumento dei contagi da Covid-19. Anche qui si paventa la possibilità di una prossima chiusura del servizio che ogni giorno permetteva a centinaia di anziani di evitare di finire in ospedale per dei semplici prelievi”.

La sanità veneta, fiore all’occhiello della nostra regione fino a qualche anno fa, perde altri pezzi importanti del suo ruolo, soprattutto relativi all’assistenza di prossimità”,prosegue la Segreteria Provinciale del PD vicentino, che conclude – quella di una sanità pubblica efficiente è una sfida che non possiamo perdere, soprattutto in tempi di Covid”.

Bramezza e Lanzarin a Malo
Carlo Bramezza e Manuela Lanzarin durante l’inaugurazione del centro riabilitativo di Malo

Molto più dura la reazione di Carlo Cunegato, che ha commentato la vicenda sul suo profilo Facebook: dal primo Dicembre nell’Ulss 7 assisteremo alla riorganizzazione della guardia medica. Perché, dicono, dopo averlo negato, mancano medici. Cosa significa concentrare le guardie mediche nei tre ospedali? Che le sedi di continuità assistenziale di Valstagna, Rosà, Marostica, Conco, Schio e Thiene verranno chiuse. Si continua a parlare di medicina di prossimità e contemporaneamente la si distrugge. Dalla prossimità alla lontananza. La chiamano riorganizzazione, ma è una chiusura di servizi, che peggiora la qualità della vita dei cittadini”.

Cunegato calca la mano anche in un altro post: “Ecco, la strategia è chiara: prima si nega il problema. Poi, quando non si può più negarlo, si dice che non si può farci niente, che è così per tutti. Non è un errore di programmazione ventennale, non è una mancanza della classe dirigente leghista che poi nomina questi dirigenti, è una questione di natura, come un temporale. Non conta nulla che le borse di specializzazione dei medici di base siano determinate dalla Regione, non conta nulla che il Sisac ci dica che siamo la Regione con più ambiti territoriali carenti, cioè con meno medici di base”.

Carlo Cunegato Schio
Carlo Cunegato guida la manifestazione tenutasi a Schio

La replica di Bramezza

È del tutto falso che i Sindaci siano stati tenuti all’oscuro del progetto di temporanea riorganizzazione del servizio di Continuità Assistenziale. I sindaci dei Comuni che ospitano le sedi del servizio interessate dal provvedimento sono stati tutti personalmente avvisati nei giorni scorsi.” Ha replicato così il Direttore Generale Carlo Bramezza alle dichiarazioni di Franco Balzi, presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Alto Vicentino.

Certo – prosegue Bramezza – era impensabile avvisare uno ad uno tutti i 55 sindaci del territorio, ma proprio per condividere con tutti le ragioni del provvedimento è stato programmato l’incontro della Conferenza dei Sindaci. Tutti comunque, incluso Balzi, erano a conoscenza del problema e della necessità di prendere delle misure straordinarie: ne avevamo discusso insieme ancora il 30 agosto, in occasione dell’esecutivo dei sindaci del Distretto 2, e con questo ordine del giorno il 16 novembre era stato convocato l’incontro della Conferenza dei Sindaci di oggi (ieri, ndr). Forse il presidente Balzi non ha ancora capito che con un organico di medici che si è di fatto dimezzato siamo in una situazione di emergenza e nelle situazioni di emergenza bisogna agire, anche avendo il coraggio di compiere delle scelte impopolari. Capisco che qualcuno debba salvaguardare i consensi degli elettori fingendosi stupito, ma noi dobbiamo tutelare i cittadini. Questa riorganizzazione non è un passo che proponiamo a cuor leggero, ma dobbiamo a tutti i costi garantire il servizio: tenerlo in piedi sulla carta, sapendo benissimo che è destinato a saltare ripetutamente con chiusure imprevedibili, senza possibilità di preavvisare i cittadini, che tipo di tutela sarebbe?”

La Direzione Generale ribadisce il carattere temporaneo della misura: “Questa riorganizzazione non vuole essere un riassetto permanente, nessuno mette in dubbio l’importanza della capillarità del servizio nel territorio. Saremo ben felici di ritornare ad un’organizzazione tradizionale quando avremo reperito un numero adeguato di medici: non è la prima volta che dobbiamo compiere delle scelte difficili e, tra lo scetticismo generale, abbiamo poi mantenuto l’impegno di riaprire servizi che erano stati temporaneamente chiusi, non appena ci sono state le condizioni”.

Bramezza non ha risparmiato la replica al consigliere regionale Possamai: “Dichiara a gran voce che occorre trovare delle soluzioni, ma non ne indica alcuna – commenta Bramezza – Sarebbe molto più utile ai cittadini se da lui arrivasse almeno una proposta concreta, anziché generici slogan. Dobbiamo riconcorrere anni di programmazione nazionale completamente sbagliata: ci vorrà tempo prima di ristabilire un corretto equilibrio tra il numero di medici disponibili e le necessità assistenziali del territorio. È il momento di essere onesti con i cittadini, non di fare campagna elettorale”.

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