Sleddog: quarto posto in Francia per Lisa Bonato

Lisa Bonato alla Grande Odyssèe

Si è conclusa per quest’anno l’avventura della Grande Odyssèe di Lisa Bonato, che è rientrata in Italia con un meritatissimo quarto posto guadagnato nell’ultimo trofeo della competizione.

La gara completa infatti dura undici giorni, ma non tutti i concorrenti percorrono tutte le tappe, perciò è stato organizzato un trofeo ogni tre giorni. Ogni trofeo a sua volta si divide in tre tappe, al termine delle quali vengono premiati i primi tre concorrenti che tagliano il traguardo. I concorrenti poi si suddividono in due categorie, che comunque gareggiano insieme: le mute da dodici cani e quelle da sei.

È così che vediamo Lisa Bonato sul terzo scalino del podio al termine della seconda tappa del trofeo a cui ha partecipato. Ma facciamo un passo indietro.

Prima e unica donna italiana a partecipare alla Grande Odyssèe, una della competizioni più dure al mondo di sleddog, Lisa conclude la prima tappa da 28,5 chilometri e 1000 metri di dislivello in sesta posizione. “Lunedì faceva caldissimo, saremo partiti con 10 gradi – racconta – I miei cani ne hanno sofferto, non sono abituati a correre con quelle temperature.”

La seconda tappa invece, che prevede il bivacco notturno alla Base Polare del Moncenisio con 43 chilometri da percorrere e 1550 metri di dislivello, trova la muta di Lisa Bonato un po’ in difficoltà, provata da disturbi intestinali che provocano continue soste: “La prima metà della gara è stata veramente difficile, ci avevano superato tutti ed ero così demoralizzata che volevo ritirarmi – spiega Lisa – Poi però ho deciso di tenere duro e siamo andati avanti. Un po’ alla volta i cani hanno iniziato ad ingranare, tanto che dalla ventesima posizione o poco più ho iniziato a sorpassare quelli che mi avevano superato. Da metà gara in poi è iniziata la salita e vedevo i cani degli altri musher stanchi, mentre i miei andavano forte, forse anche perché si erano risparmiati all’inizio. Gli ultimi nove chilometri per arrivare al bivacco erano proprio tutti in salita e i miei cani andavano su a 11 chilometri all’ora mentre quelli degli altri si aggiravano intorno ai 6/7 chilometri all’ora di media. Ho superato l’altro italiano in gara e sono arrivata terza, a soli cinque minuti dal secondo classificato”.

Un risultato straordinario considerando anche che tutti gli altri musher in gara, tranne i tre italiani, avevano approfittato della deroga al regolamento prevista in base alla quale era possibile usare fino a otto cani in quella tappa, vista la difficoltà del percorso. Da non trascurare anche il tipo di cani utilizzati: “I primi due classificati avevano cani alaskani, che generalmente sono tra i più veloci, mentre i miei sono Husky nordici. Quindi sono arrivata terza nella classifica generale della tappa, ma prima nella categoria dei nordici. E poi ho anticipato di quaranta minuti l’altro italiano in gara che il giorno precedente era al quarto posto, mentre io ero al sesto: è un vantaggio enorme quello che sono riuscita ad accumulare”.

La notte al bivacco trascorre tranquillamente per Lisa e i suoi cani, che mettono in pratica tutto lo spirito di adattamento di cui dispongono, nonostante le temperature rigide delle notti sulle Alpi francesi.
Il giorno dopo, la tappa prevede 9 chilometri di discesa e altri 27,5 chilometri di gara, ma l’organizzazione decide che non sussistono le condizioni necessarie per dare il via alla competizione in sicurezza, anche a causa della poca neve, e così i concorrenti coprono il percorso ma senza che venga loro conteggiato il tempo di percorrenza.

Alla premiazione finale del trofeo la musher Lisa Bonato si posiziona quindi al quarto posto nella classifica generale e seconda nella categoria dei nordici, portandosi a casa un’altra grande soddisfazione che le resterà di certo nel cuore e che rende orgogliosi tutti noi.

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