Il dovere di ricordare senza abbassare mai la guardia

La Giornata della Memoria non può e non deve correre il rischio di diventare l’ennesima occasione per dividere un Paese già profondamente lacerato.

La Giornata della Memoria non può e non deve correre il rischio di diventare l’ennesima occasione per dividere un Paese già profondamente lacerato.
L’orrore della Shoah, lo sterminio sistematico in nome dell’odio razziale, l’annullamento della dignità umana non possono e non devono essere oggetto di alcun dibattito a base di “ok però adesso basta” o peggio di vergognosi confronti del tipo “e allora gli… (nome a caso)”, ma semmai di repulsione universale e finalmente apartitica.
Le solidarietà “pelose”, espresse più per forma che per sostanza sono oggi inaccettabili, forse addirittura peggio di chi, da coerente seppur poco intelligente, persevera alla luce del sole nel negazionismo o nell’antisemitismo.

La lezione della storia sul trattamento riservato agli ebrei però corre il rischio oggi di essere dimenticata, sia per la purtroppo inevitabile scomparsa dei testimoni diretti di quegli orrori, dovuta al tempo che scorre, sia per un rigurgito, neppure troppo sommerso, di ideologie xenofobe totalmente anacronistiche in giro per il mondo, orfane tra l’altro in questi giorni di uno dei loro paladini ossia l’ex presidente Usa Donald Trump.

Finché si permetterà a una legge e a un governo di poter legittimamente ignorare o calpestare i diritti umani, allora non potremo dirci completamente salvi e sarà nostro compito ergerci a guardiani della democrazia e delle garanzie costituzionali, sia da giornalisti sia da politici, imprenditori, amministratori e cittadini, attraverso le nostre azioni concrete, i nostri articoli e, non certo secondariamente, la nostra attività sui social media, segnalando chi, evidentemente stufo di vivere nella democrazia e nel rispetto dello stato di diritto, inneggia senza piena consapevolezza al ritorno dei tempi più bui dell’umanità.
Niente retorica fine a sé stessa oggi, niente celebrazione di facciata, ognuno di quegli ebrei, di quegli omosessuali, disabili o oppositori politici morti in quei campi di sterminio sia per tutti un ricordo vivo, un impegno a evitare che quella tragedia possa accadere di nuovo, a qualunque costo.