Caldo record: a rischio la produzione agricola : da -10% grano a -70% per il miele

Produzioni agricole sotto stress per il caldo: da -10% grano a -70% per il miele Coldiretti Vicenza: “Frutta e verdura ustionate dal caldo straordinario”

I cambiamenti climatici sconvolgono le campagne, dove si registra un taglio del 10% della produzione di grano, mentre il raccolto di miele è sceso del 70% rispetto allo scorso anno, ma in difficoltà sono anche i frutteti. È quanto emerge dall’analisi di Coldiretti Vicenza, in linea con lo scenario nazionale prospettato all’Assemblea nazionale presentata in occasione della grande ondata di calore che sta ustionando la frutta e verdura nei campi e tagliato del 10% la produzione di latte delle mucche stressate dall’afa che ha fatto smettere alle api di volare.

Il caldo torrido sta “bruciando” la frutta e verdura nei campi con ustioni che provocano perdite, dall’uva ai meloni, dalle angurie alle albicocche, dai pomodori alle melanzane, secondo il primo monitoraggio di Coldiretti. “La morsa del caldo – sottolinea la Coldiretti – sta facendo danni a macchia di leopardo, con gli agricoltori che cercano di correre ai ripari ombreggiando i prodotti, anche attraverso erba e foglie come barriere naturali. Le scottature da caldo danneggiano in maniera irreversibile frutta e verdura, fino a renderle invendibili. Si cerca di anticipare il raccolto quando possibile, si provvede al diradamento dei frutti sugli alberi, eliminando quelli non in grado di giungere a maturazione, per cercare di salvare almeno parte della produzione. Ma il caldo torrido ostacola pure le operazioni agronomiche e di raccolta che devono essere sospese nelle ore più bollenti per tutelare la salute dei lavoratori mentre diventa impossibile lavorare nelle serre”

Il caldo africano di questi giorni taglia anche le produzioni di uova, latte e miele, Se nei pollai si registra un netto calo della produzione di uova, le api stremate dal caldo hanno smesso di volare e non svolgono più il prezioso lavoro di trasporto di nettare e polline. “Con il termometro sopra i 40 gradi ci sono forti ripercussioni con la produzione di latte scesa di oltre il 10% per le mucche nelle stalle mentre le pecore – sottolinea Coldiretti Vicenza – sono costrette a migrare in altura per cercare pascoli verdi. Nelle stalle sono in funzione a pieno ritmo ventilatori e doccette refrigeranti per salvare le mucche che a causa dell’afa mangiano poco, bevono molto fino a 140 litri di acqua al giorno contro i 70 di periodi normali e producono di meno visto che per loro il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi”.

L’ondata di calore africana è la punta dell’iceberg delle anomalie di questo pazzo 2023 che è stato segnato prima da una grave siccità, che ha compromesso le coltivazioni in campo, poi per alcuni mesi dal moltiplicarsi di eventi meteo estremi, precipitazioni abbondanti e basse temperature e, infine, dal caldo torrido di luglio con danni all’agricoltura ed alle infrastrutture rurali.

Coldiretti chiede l’impegno delle istituzioni per far fronte a questa complessa e nuova situazione. “Chiediamo l’impegno delle Istituzioni per accompagnare innovazione dall’agricoltura 4.0 con droni, robot e satelliti – conclude il presidente nazionale Coldrietti, Ettore Prandini – fino alla nuova genetica green no ogm, alla quale la Commissione Europea, anche grazie al nostro pressing, sta finalmente aprendo le porte. Stiamo già lavorando per migliorare la sostenibilità attraverso le tecnologie, che ad esempio consentono un risparmio di acqua anche del 30% rispetto al passato, ma per l’adattamento climatico è fondamentale aumentare gli investimenti nell’innovazione e nell’agricoltura di precisione, anche attraverso le risorse del Pnrr

c.s

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