GAL: Lusiana Conco, Enego e Foza coinvolti nel progetto “Io vivo qui: vi racconto la mia montagna”

Camera di Commercio di Vicenza e GAL Montagna Vicentina affidano a 10 influencer il racconto della montagna più autentica, dove si fa comunità e impresa.

722 mila impression, oltre 120 mila visualizzazioni dei reels e circa 800 interazioni e commenti: questi i numeri della prima campagna social voluta da GAL Montagna Vicentina e Camera di Commercio di Vicenza per raccontare il territorio con il linguaggio di Facebook e Instagram, in chiave turistica ma anche con un occhio attento alle storie delle persone che vivono e lavorano nelle zone rurali. Per la prima volta GAL Montagna Vicentina sceglie di affidare a degli influencer il compito di portare ad un vasto pubblico la realtà che rappresenta, fatta di grandi sfide, prima fra tutte lo spopolamento che affligge la montagna in tutta Europa, e di altrettanto interessanti opportunità, quelle date da una progettualità condivisa dalle comunità per portare innovazione e servizi, consentendo di ripensare la vita nei piccoli centri, rendendola più attrattiva per le persone di ogni età.

“Io vivo qui: vi racconto la mia montagna” è l’iniziativa nata dalla collaborazione tra Camera di Commercio di Vicenza e GAL Montagna Vicentina, realizzata utilizzando i fondi del progetto a valenza strategica “Turismo” della Camera di Commercio, che punta a valorizzare le aree rurali più marginali della montagna e della collina vicentine.

L’organizzazione degli educational tour è stata affidata a Veneto Segreto, associazione nata nel 2016 (oggi conta oltre 1000 soci) per far scoprire le meraviglie della regione e valorizzarne i tesori organizzando eventi nei luoghi più inconsueti. In tre fine settimana tra ottobre e novembre si sono tenute altrettante visite, riservate a creatori di contenuti digitali, chiamati a fare un’esperienza diretta della montagna vicentina, per poi coinvolgere le rispettive “community” con reportage informali e spontanei, e portare così in primo piano le storie delle persone che qui hanno scelto di vivere e di avviare iniziative e progetti che rappresentano il presente e guardano al futuro di questi territori. Il primo tour ha toccato le zone tra Caltrano, Lastebasse, Valdastico, Arsiero e Tonezza, il secondo ha interessato Lusiana Conco, Crosara di Marostica, Foza, Enego, il terzo si è concentrato sull’area di Altissimo, Crespadoro, Nogarole Vicentino e Brogliano.

31 gli operatori del territorio coinvolti, per dare voce a progetti imprenditoriali che coinvolgono giovani, alle storie di professionisti che dopo importanti esperienze all’estero hanno scelto di trasferirsi in montagna e lì dare vita ad imprese innovative, o alle vicende di chi intende invece proseguire le tradizioni di famiglia. C’è chi si dedica all’ospitalità e alla ristorazione, tra B&B, baite e alberghi diffusi, ci sono le aziende agricole e gli agriturismi ma anche la fattoria didattica, ci sono musei sorprendenti, ma anche allevamenti ittici e produzioni agroalimentari molto specifiche (dal miele al vino, all’aceto balsamico), oltre a professionisti come le guide alpine, escursionistiche e turistiche.

Hanno partecipato 10 creators da tutta Italia, con intenti e ispirazioni diverse, da chi esplora il territorio con la famiglia, ai nomadi digitali, a chi ha scelto la montagna come stile di vita; affascinati dalla bellezza del territorio e dalla forza delle persone che lo vivono, hanno coinvolto platee eterogenee, rivolgendosi a famiglie, coppie, single, amanti della montagna e semplici curiosi, raccontando le loro esperienze con immagini, video e testi, sui loro blog, sulle loro pagine Facebook e profili Instagram. Ai tour sono stati invitati blogger con poche migliaia di follower e altri seguiti da una community di quasi centomila persone, e insieme hanno prodotto un risultato decisamente positivo per i promotori dell’iniziativa. Il valore di queste testimonianze va ben oltre il dato numerico, e sta proprio nell’aver acceso i riflettori su una montagna meno conosciuta ma capace di esprimere potenzialità ancora inesplorate, portando l’attenzione anche sugli strumenti che concorrono ad uno sviluppo virtuoso di queste comunità.

c.s