Era un bel giorno d’estate quando il gruppo attraversava il torrente Assa, in quel periodo ancora vivo con un rigagnolo d’acqua che scorreva arzillo tra argini avvolti da enormi foglie di Farfaraccio e Bardana.
Il letto, quasi asciutto, biancheggiava di sassi calcarei lavati e lucidati dall’acqua che scorreva ben più gonfia fino a qualche tempo fa. Il verso acuto di un rapace rompeva il silenzio, ma col sole che riempiva gli occhi era impossibile individuarlo, mentre ci fermavamo a guardare da vicino quel che rimaneva del torrente scorrere tra le rocce. Passo avanti e dopo pochi passi una voce dietro proruppe in una specie di urletto spezzato. Pensai subito a un infortunio, ma no, era un urletto di sorpresa e gioia.
La maestra in vacanza che chiudeva la fila indicava eccitata il letto del torrente. Tra le rocce biancastre si vedeva chiaramente una forma inconfondibile: “un fossile!”, quasi urlò. E lì, placidamente adagiato (e ovviamente passato completamente inosservato ai miei occhi) una spirale perfetta faceva bella mostra di sé. Sarebbe stato bello farglielo portare per mostrarlo ai suoi alunni, magari raccontandone così la storia del ritrovamento. Il fossile in questione era veramente un gran bell’esemplare, grande e nitido. Ma in quel caso l’etica ebbe il sopravvento sulla sorpresa.
Incitare persone a raccogliere in natura oggetti di qualunque tipo, fossili compresi non è esattamente un buon insegnamento, inoltre esistono regolamenti nazionali e regionali per la raccolta di fossili; quindi, come è giusto che sia, quell’esemplare così bello (e grande) era rimasto al suo posto, o almeno è quello che mi piaceva pensare. Già, la forma a spirale è ben nota sull’Altopiano.
Si incontra spesso incastonata nelle lastre calcaree che cingono i sentieri, nei muri delle case più vecchie, in qualche caso addirittura sugli stipiti di porte e finestre, nei muretti dei giardini. E non è certo un segreto per nessuno il loro nome, si tratta di ammoniti. La forma può essere associata facilmente a quella di una strana conchiglia ed effettivamente molti sono convinti che si tratti proprio di quello, ma questi particolari antichi abitanti dell’altopiano non sono esattamente quello che sembrano.
I Fossili Ammoniti: Le Stelle della Preistoria
I fossili ammoniti sono uno dei più affascinanti e misteriosi reperti della storia naturale. Queste conchiglie spiralate, che risalgono a milioni di anni fa, hanno catturato l’immaginazione di scienziati e appassionati di storia naturale. Gli ammoniti erano una classe di molluschi cefalopodi che vivevano negli oceani del mondo durante l’era mesozoica, circa 400-65 milioni di anni fa. Erano parenti stretti dei calamari e delle seppie moderne, ma avevano una conchiglia esterna spiralata che li proteggeva dai predatori. Queste conchiglie erano incredibilmente resistenti e sono state in grado di conservarsi per milioni di anni, diventando così i fossili che oggi ammiriamo.
La Forma a Spirale
La forma a spirale degli ammoniti è una delle caratteristiche più affascinanti di questi fossili. Ma perché hanno sviluppato questa forma così particolare? Gli scienziati credono che la forma a spirale degli ammoniti fosse un adattamento per la sopravvivenza. La spirale permetteva loro di muoversi rapidamente attraverso l’acqua e di evitare i predatori. Inoltre, la forma a spirale poteva anche aiutare gli ammoniti a regolare la loro flottabilità e a mantenere una posizione stabile nell’acqua. I fossili ammoniti sono anche importanti indicatori geologici.
La loro presenza in una roccia può indicare l’età della roccia stessa e le condizioni ambientali in cui si è formata. Inoltre, i fossili ammoniti possono fornire informazioni sulla storia climatica della Terra e sugli eventi che hanno influenzato la vita sulla Terra. I fossili ammoniti sono un simbolo di fascino e meraviglia per gli appassionati di storia naturale. La loro forma a spirale e la loro resistenza ai processi di fossilizzazione li rendono unici e affascinanti. I fossili ammoniti sono stati utilizzati come simbolo di protezione e buona fortuna in molte culture antiche. Alcuni fossili ammoniti presentano forme e disegni unici, come le “corna” o le “spine”.
Ma questi affascinanti fossili nascondono anche un altro sorprendente mistero che li lega a una delle più sorprendenti leggi matematiche. I nostri fossili, infatti, avevano conchiglie a forma di spirale logaritmica, che è strettamente legata ai numeri di Fibonacci. La spirale logaritmica è una curva che si avvolge intorno a un punto centrale, aumentando la sua distanza da esso in modo proporzionale. Questa forma è presente in molti organismi naturali, come le conchiglie dei molluschi, le galassie e le foglie delle piante. I numeri di Fibonacci, scoperti da Leonardo Fibonacci nel 1202, sono una sequenza di numeri in cui ogni termine è la somma dei due precedenti (1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, …).
Il rapporto tra un termine e il suo precedente si avvicina al numero aureo (1,618), che è considerato un simbolo di armonia e bellezza. La forma delle conchiglie delle ammoniti segue la spirale logaritmica, che è caratterizzata da un angolo di divergenza di circa 137,5 gradi, noto come angolo aureo. Questo angolo è presente anche nella disposizione delle foglie delle piante e nella forma dei fiori. In sintesi, la forma dei fossili ammoniti è strettamente legata alla spirale di Fibonacci, che è una rappresentazione matematica della bellezza e dell’armonia presenti in natura.
Ricordo bene l’espressione delusa della maestra mentre si allontanava dallo splendido fossile. I suoi alunni dovranno accontentarsi di vedere un ammonite da un’immagine di Google, oppure da dietro la teca di un museo di scienze naturali. Mentre noi, che camminiamo lungo i sentieri e nelle strade dell’Altopiano, quasi ogni giorno, senza prestare attenzione calpestiamo e passiamo accanto a questi incredibili resti di un animale estinto che ci parla di un’epoca remota e di come la natura sia riuscita già in tempi lontanissimi a organizzare forme che superano di gran lunga la nostra capacità di immaginazione.
Rubrica a cura del Fauno
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