I Blonde Brothers sulla cresta dell’onda: l’intervista esclusiva

Dalla piccola frazione Sasso di Asiago sono arrivati a calcare il palco delle reti nazionali. Biondi, solari e intraprendenti: sono Francesco e Luca Baù, i Blonde Brothers.

Partiamo da oggi. Il premio Mimì Sarà, l’ultimo in ordine cronologico: cosa significa per voi?

Luca – È stata una sorpresa: quando hanno annunciato i vincitori, sono partiti dal sesto e arrivati al numero due ci eravamo rassegnati. Invece poi hanno detto “Blonde Brothers” e siamo rimasti davvero sorpresi!
Avevamo portato una nostra canzone in tutti i provini in giro per l’Italia che hanno preceduto quello a Casa Martini, a Milano, dove invece abbiamo cantato “Stiamo come stiamo” di Mia Martini accanto ai suoi vestiti ed oggetti esposti; una canzone che ci calzava a pennello perché era stata portata a Sanremo dalle due sorelle, Mia Martini e Loredana Berté.Blonde Brothers

 

Francesco – Tra l’altro la giacca che c’era sul palco era proprio quella che Mia indossava mentre cantava “Stiamo come stiamo” al festival di Sanremo: una magia unica.
In giuria c’erano il direttore artistico di Radio Italia, Antonio Vandoni, il manager di “Notre Dame de Paris” di Cocciante, Ileana Falcone dell’ufficio stampa di Radio Italia, la speaker Vanessa Grey e il presidente di Casa Mimì.
Grazie a questa vittoria, a settembre dell’anno prossimo andremo a suonare al Teatro Manzoni di Milano insieme a tutti i big della musica italiana in occasione dell’evento “Buon compleanno Mimì” che viene organizzato ogni anno.

Da quanti anni fate musica?

 

Francesco – Da 20 anni circa.

Sempre voi due insieme?

Francesco – Prima ha iniziato Luca coi GPL, i giovani pazzi liberi. Poi ha avuto gli Archei. Io assieme a dei compagni di classe ho formato gli Stomach-ache e facevamo punk, mentre lui faceva rock e pop. La prima data insieme l’abbiamo fatta nella taverna del Caffè Roma, di mercoledì sera, in acustico. Sul divano di casa abbiamo iniziato a strimpellare un po’ per gioco ed è nata l’idea di fare qualche concerto con il nostro duo.

Luca – Il primo album, “Lights and Shadows”, raccoglieva le canzoni che avevamo scritto, registrate in casa e mixate in studio a Zugliano. Poi abbiamo scelto di fare un disco in italiano, “Brucia”, con i musicisti di Elisa e altri che adesso sono turnisti famosi. A Milano abbiamo registrato “Hey Hey Hey” con il produttore dei Modà, Chicco Palmisi, e in collaborazione con Andrea Gallo, che ha scritto testi per Mina, Celentano, Sugarfree. Nel tempo abbiamo scritto canzoni con Luca Sala, l’autore di “Non è l’inferno” di Emma e di altri testi per i Tiromancino e Carmen Consoli.

 

Il trampolino di lancio per la vostra carriera qual è stato?

Blonde BrothersLuca – All’inizio vincere il premio Vociferando Festival di Bologna ci ha dato fiducia in noi stessi. Poi abbiamo vinto il Festival delle Arti e il Festival delle Generazioni a Firenze (in giuria Mogol e Simone Cristicchi). Nel 2017 la sicurezza più grande è arrivata dalla partecipazione a “The winner is”, su Canale 5: un’esperienza bellissima arrivare in finale ed essere visti da tutta Italia.

Quel programma ha inciso in qualche modo sulla vostra vita professionale?

Francesco – A livello di concerti e celebrità, sicuramente. Grazie al programma abbiamo potuto collaborare anche con Mara Maionchi, con la quale abbiamo scritto la canzone “Che casino”, che fa parte del nostro quinto album, “Emozioni Fast Food”.

Ma qual è il segreto del vostro successo?

Luca – Noi cerchiamo sempre di fare le cose nel modo più semplice possibile, perché a complicarle sono bravi tutti! Il difficile è andare nella direzione opposta, come diceva Einstein.

Francesco – A volte crediamo che fare cose complicate sia difficile, ma in realtà è arrivare agli obiettivi con la semplicità la vera sfida. Durante gli anni abbiamo cercato di comunicare in maniera sempre più semplice possibile col pubblico.

Nel mondo dei social, che ormai rappresenta il metro di misura per gran parte dell’arte, come siete posizionati?

Luca – Siamo contenti perché sui social abbiamo diverse interazioni. Spotify proprio pochi giorni fa ci ha dedicato una playlist editoriale di oltre due ore, “This is the Blonde Brothers”, che consiglia ogni giorno i nostri brani.

Adesso dove registrate le vostre canzoni e i videoclip?

Luca – Gli album contengono tutti canzoni scritte da noi, tranne una che è la cover di “Samarcanda”. Gli ultimi due album sono stati registrati a Verona, negli Orange Studios, col produttore Alberto Rapetti. Il videoclip di “Big Bang” è stato girato a Padova dal regista Antonello Bellucco, per il quale stiamo realizzando la colonna sonora del suo prossimo film. Ma in lavorazione ci sono anche le canzoni per il sesto album.

Come nascono le vostre canzoni? Qual è il punto di partenza e quale quello di arrivo?

Blonde BrothersFrancesco – Dipende. A volte una canzone nasce da una parola detta al bar, altre da una strimpellata sul divano sulla quale poi metti le parole. In alcuni casi nasce prima la melodia e poi mettendo giù parole a caso nasce anche il tema. È una cosa magica… Certe canzoni sembrano dettate dall’alto.

E riuscite ad andare d’accordo o bisticciate quando create?

Luca – Di solito lo scontro è per un accordo piuttosto che un altro, mai per cose serie! [ridono]

Francesco – Abbiamo semplificato questo passaggio: di solito noi scriviamo la maggior parte della canzone, facciamo un pre-arrangiamento e poi lasciamo fare il lavoro a un produttore che la conclude.

Luca – Oppure è successo che una mente esterna sia riuscita a trovare il compromesso giusto laddove noi non riuscivamo a decidere. Quindi il merito del nostro successo è anche di chi ci sta intorno, persone con le quali siamo riusciti a creare un’alleanza.

I prossimi mesi dove vi vedranno impegnati?

Luca – Andremo a suonare in Francia, a Parigi, per cui invitiamo tutti a tenersi informati sulle nostre pagine social. E poi…

Francesco – Ma lo diciamo? Meglio di no forse…

Luca – Aspettiamo?

Francesco – Sì dai, diciamo che ci sono progetti importanti dei quali preferiamo non parlare ancora per scaramanzia!

Avete mai pensato di dedicarvi solo a questo mestiere?

Blonde BrothersLuca – Sì, ci abbiamo pensato seriamente prima del Covid. Avevamo veramente tante date, ma poi per due anni è stato un massacro. Adesso abbiamo visto che c’è un boom di concerti, c’è entusiasmo, quasi più di prima. L’importante è che si possa proseguire su questa strada…

Francesco – Più che altro spero che ci lascino la corrente per gli strumenti!

Luca – Suoneremo con gli strumenti a fiato in concerti attorno al fuoco come una volta! [ridono]
Scherzi a parte, dobbiamo fare un ringraziamento enorme a chi ci permette di dedicare tutto il tempo necessario alla musica comprendendo le nostre esigenze: per quanto mi riguarda, la scuola dove insegno, e invece per Francesco, nostro padre e tutti i clienti che dimostrano pazienza.

Grazie per il vostro tempo e in bocca al lupo per i progetti futuri!


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