Duomo San Matteo Apostolo Asiago

Il duomo di San Matteo, patrono di Asiago, si erge di fronte al municipio ed è costruito in marmo rosa tipico di Asiago.

La parrocchiale di Asiago nonché il duomo fu inizialmente costruito in legno e riedificato in pietra nel 1393, mentre le navate laterali furono costruite nel 1642. Durante la Prima Guerra Mondiale sia il duomo sia il campanile vennero distrutti e la loro ricostruzione venne completata nel 1922, anno in cui venne aperta al culto.

L’esterno è in stile neoclassico a colonnato corinzio, ha una struttura a crociera con tre navate e una cupola centrale. Opera di Vincenzo Bonato sono: la facciata e la scalinata, realizzate in marmo rosso di Asiago, tagliato e lavorato con lesene, cornicione, timpano superiore e capitelli.

Sempre nella facciata si possono vedere 3 statue: quella centrale raffigura San Matteo e un ragazzo in ginocchio, (opera dell’asiaghese Pallante Pesavento) mentre sulle due porte laterali sono raffigurate la Beata Giovanna Maria Bonomo e Sant’Antonio da Padova.

Al lato nord, si trova il campanile monumentale con finestroni, realizzato in pietra lavorata con torre campanaria. All’interno della campanaria si trovano 8 campane in bronzo. La campana maggiore è chiamata Matìo. Il concerto originale era composto da 6 campane, inizialmente fuse da Cavadini di Verona nel 1921. Durante la rimozione del Sib2 per fabbricazioni di guerra nel 1943, i congegni si spezzarono e la campana precipitò dal basso crepandosi. Successivamente fu rifusa presso la Fonderia Colbachini di Bassano nel 1949. La stessa fonderia rifuse nel 1954 la terza campana perché probabilmente il precedente bronzo di Cavadini 1921 si incrinò. Tuttora le campane di Cavadini attuali rimangono la seconda, quarta, quinta e sesta. Durante il restauro avvenuto nel 2015 vennero fuse altre 2 campane più piccole presso a Vittorio Veneto dalla fonderia De Poli, che costituiscono il settimo e l’ottavo grado della scala diatonica.

All’interno della chiesa si trova l’altare maggiore con retrocoro circolare, sono presenti 2 altari nella crociera e 2 altari nelle navate laterali. A sinistra delle due navate laterali si trova il Battistero, mentre a destra la Cappella dedicata alla Beata Giovanna Maria Bonomo, inaugurata in occasione del terzo centenario della sua morte con un altare, in cui è conservata un’urna con la tibia della Beata. Di rilievo, l’organo con 3600 canne che si deve alla famiglia Ruffatti di Padova.

La statua in legno dipinto e dorato con la Beata Vergine Maria ed il Bambino proviene dalla Bottega di intagliatori di Ortisei e porta la firma di Giuseppe Rifesser. La statua è posta sull’altare della Madonna del Carmine.

Le pale del duomo di San Matteo

  • La Madonna col Bambino in trono circondata da San Matteo e San Giovanni Evangelista è stata dipinta da Francesco da Ponte il Vecchio all’inizio del XVI secolo e restaurata dopo la Prima guerra mondiale. La Madonna siede sotto un padiglione voltato a botte aperto sul paesaggio in cui si possono vedere i dolci profili delle colline venete. In alto, due angioletti reggono un drappo d’onore mentre un terzo suona il liuto seduto sui gradini del trono. San Matteo reca in mano il vangelo da lui scritto, mentre san Giovanni porta un calice da cui fuoriesce un serpente.
  • La pala Sant’Antonio Abate con i santi Giustina, Lucia, Rocco, Vito, Modesto e Crescenzia è stata realizzata da Francesco da Ponte il Giovane. Il dipinto risente di un vivace e raffinato cromatismo come nella tradizione di questo artista.

Nel 2003 nel lato sud all’esterno è stata collocata l’antica Meridiana. La Meridiana consiste in un trittico, la cui parte centrale raffigura l’apostolo S. Matteo. Il pannello di sinistra del trittico porta due serie di linee orarie di diverso colore (azzurro e marrone) che danno origine due orologi solari diversi a ore temporarie: l’orologio ad ora italica e l’orologio ad ora babilonica. L’ora babilonica deve il suo nome ai Babilonesi che contano le 24 ore partendo dall’alba. In alcuni paesi germanici e al Nord europa l’ora babilonica rimane ancora in uso.

Con l’ora italica le ore vengono contate a partire dal tramonto che rappresenta le ore 24 del giorno e le ore 0 del giorno veniente.

Nel lato sinistro si può leggere la scritta in cimbro “Ich Schbaige benne de Lichte pehlmar un selten rede aber bahr” che letteralmente vuol dire: taccio quando la luce manca, ma quando parlo dico il vero. Nel pannello di destra viene raffigurato l’orologio ad ore Vera di Asiago.


Come arrivare

Indirizzo: Piazza Giovanni Carli – Asiago VI


 

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