L’eruzione dell’Etna vista dallo spazio

Quest’anno l’Etna ha festeggiato il carnevale per noi, solo che lo ha fatto a modo suo: coprendo Catania e qualche altra città di coriandoli di pietra invece che di carta. Poco male, alla vecchia signora non si rimprovera quasi niente. L’eruzione di martedì grasso ha attirato anche altri occhi, non solo quelli umani (e relativi smartphone e fotocamere allegate). L’immagine che vedete è stata scattata il 18 febbraio, durante la seconda pulsazione eruttiva, dagli occhi robotici del satellite Sentinel-2 dell’ESA, una missione per monitorare dall’orbita i cambiamenti del nostro pianeta.

Le pendici della montagna e la sua candida coperta invernale sono state fotografate con la luce visibile, ma è all’infrarosso che emerge il dettaglio fenomenale: quella è una colata di lava! Visibile dallo spazio!

Il flusso di destra è diretto verso la Valle del Bove, un’ampia depressione nel fianco della montagna scavata da un antico collasso dell’edificio vulcanico. Si vede proprio la scarpata e ”l’unghiata” generata da quell’evento. Il ramo di sinistra è invece un po’ una novità, perché per come è fatta la sommità dell’Etna in questi decenni è un po’ più raro che una colata prenda quella direzione.

A completare il quadretto notiamo il bagliore che cova anche nelle altre bocche eruttive etnee: appena in alto a sinistra delle colate c’è il complesso Voragine-Bocca Nuova (l’antico cratere sommitale un tempo unico), e direttamente sopra alla sorgente delle colate c’è il Cratere di Nord Est (NEC), attuale cima del vulcano (3350 metri, nato nel 1911). Quello da cui partono le colate è il Cratere di Sud Est (SEC), nato nel 1971 e recentemente riunificatosi al Nuovo Cratere di Sud Est (NSEC), una bocca laterale nata nel 2007 e protagonista indiscussa dello scorso decennio. La bocca della Sella, apertasi nel 2015 appunto nella sella tra il SEC e NSEC è artefice di questa riunione, e ora i crateri dell’Etna son tornati a essere quattro.

L’attività eruttiva etnea migra continuamente tra queste bocche, disposte lungo una linea che evidenzia una linea di debolezza nella montagna, una sorta di arco concavo a est. Quella più preoccupante è però l’attività che può emergere molto più in basso, nelle eruzioni laterali. Molti di voi ricorderanno infatti quelle del 2001-2003 e del 1991-1993, che furono di questa tipologia!

Lorenzo Colombo per Chi ha Paura del Buio?

Credit: ESA

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