Leone d’oro alla carriera a Benigni: Zaia, “un percorso artistico indiscutibile dagli esordi alla riflessione cinematografica sulla tragedia dell’olocausto”

Una carriera che si è dipanata dall’intrattenimento televisivo e radiofonico di innovazione e sviluppatasi attraverso il cabaret, il teatro, la divulgazione della cultura classica fino alla realizzazione come regista di una riflessione cinematografica sulla tragedia dell’Olocausto, un’opera fuori dagli schemi, raccontata attraverso gli occhi di un bambino, che ha conquistato ben tre premi Oscar. È una carriera indiscutibile quella di Roberto Benigni, che, già ricca di affermazioni a livello internazionale, ora trova ulteriore riconoscimento e consacrazione con il Leone d’oro”.

Così il Presidente del Veneto, Luca Zaia, saluta l’assegnazione del prestigioso riconoscimento alla carriera da parte di Biennale Cinema al regista di La Vita è Bella e di altri grandi successi.

Oltre che un importante regista è un attore che ha dimostrato grande talento nelle sue produzioni ma anche lavorando sotto la direzione di giganti come Fellini, Ferreri, Bertolucci. La sua arte espressiva, seppur universale, è sempre caratterizzata e contrassegnata dalla forte identità toscana. Una connotazione che lo ha reso ancor più apprezzabile al grande pubblico nella recitazione dei canti della Divina Commedia; nell’anno in cui si celebra il settimo centenario della morte di Dante, l’assegnazione del Leone d’oro alla carriera sembra voler sottolineare anche questo forte legame”.

“Formulo le mie congratulazioni a Roberto Benigni – conclude il Governatore – e mi complimento con il direttore Barbera e il Consiglio di Amministrazione della Biennale per la scelta.  Esprimendo con orgoglio la sua forte identità toscana, Benigni ha sempre dato una dimostrazione di saldezza nelle proprie radici; un valore che come veneti sentiamo comune. Nel Leone d’oro che riceverà c’è il simbolo storico della nostra terra, il riassunto di una cultura che ha fatto della libertà e del cosmopolitismo il fondamento del suo aprirsi al mondo.  Connotazioni alla base anche della tradizione culturale, teatrale e cinematografica che sono componenti essenziali della storia di Venezia e del Veneto”.

C. stampa Regione Veneto

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