La memoria della Grande Guerra torna al centro di un progetto nazionale di riqualificazione, studio e valorizzazione che coinvolge anche uno dei luoghi più simbolici dell’Altopiano dei Sette Comuni: il Monte Ortigara.
Martedì 5 maggio, la rettrice dell’Università di Padova, Daniela Mapelli, ha firmato un protocollo d’intesa con il Ministero della Difesa per avviare una collaborazione continuativa e pluriennale dedicata alle otto zone monumentali di guerra e ai sacrari militari limitrofi. L’accordo riguarda Pasubio, Grappa, Sabotino, San Michele Cengia, Rovereto, Marmolada e il già citato Monte Ortigara.
Accanto alla rettrice Mapelli, il documento è stato sottoscritto dal generale di Corpo d’Armata Andrea Rispoli, capo dell’Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della Difesa.
Per l’Altopiano, la presenza dell’Ortigara all’interno del protocollo assume un valore particolare. La montagna, teatro di una delle pagine più tragiche e dolorose della Prima guerra mondiale, continua a rappresentare un luogo centrale della memoria nazionale. Un simbolo che non appartiene soltanto alla storia militare, ma anche all’identità profonda del territorio, alle sue ferite e alla responsabilità di trasmetterne il significato alle nuove generazioni.
La collaborazione tra Ateneo e Ministero comprenderà attività di ricerca, studio, formazione e sviluppo, con l’obiettivo di mantenere, restaurare e rendere più accessibili questi luoghi, nel pieno rispetto della loro sacralità. Le zone monumentali potranno inoltre ospitare iniziative artistiche, culturali e sociali, trasformandosi sempre più in spazi vivi, capaci di parlare al presente senza perdere il rispetto dovuto alla memoria dei caduti.
Tra gli impegni dell’Università di Padova figurano la ricognizione e il monitoraggio delle zone monumentali di guerra e dei sepolcreti militari limitrofi, la pubblicazione di studi anche in collegamento con luoghi della memoria all’estero, la predisposizione di analisi preliminari per il restauro e l’ammodernamento delle strutture. L’Ateneo sarà inoltre coinvolto nello sviluppo di attività didattiche e di ricerca, nell’organizzazione di tirocini, convegni e visite nei sepolcreti militari.
“I luoghi della memoria rappresentano una parte fondamentale della nostra identità collettiva: non sono solo testimonianze del passato, ma spazi che parlano al presente e ci responsabilizzano rispetto al futuro”, ha dichiarato la rettrice Daniela Mapelli.
Parole che assumono un significato forte anche per l’Ortigara, dove la memoria non è mai soltanto commemorazione. È paesaggio, storia, sacrificio e coscienza civile.
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