Rotzo, il sindaco Spagnolo interviene sulla polemica dei bambini di Marostica a Trieste: “La politica dovrebbe unire”

Lucio Spagnolo Sindaco di Rotzo

Il dibattito nato attorno al progetto educativo vissuto da alcune classi quinte di Marostica a Trieste, dedicato al tema delle rotte balcaniche e dell’accoglienza dei migranti, arriva anche sull’Altopiano. A intervenire è il sindaco di Rotzo, Lucio Spagnolo, che affida a Facebook una riflessione ampia sul rapporto tra scuola, educazione, politica e rispetto dei bambini.

La vicenda, diventata in pochi giorni un caso politico, riguarda un’esperienza scolastica svolta a Trieste con l’obiettivo di avvicinare gli alunni alla conoscenza delle difficoltà affrontate da molte persone migranti lungo la rotta balcanica. Attorno all’iniziativa si è però acceso uno scontro pubblico, con critiche dure da parte di alcuni esponenti politici e prese di posizione opposte in difesa del percorso educativo.

Spagnolo, che nella sua vita professionale è stato anche maestro elementare, parte proprio da qui per esprimere la propria amarezza. Secondo il sindaco, il rischio è quello di trasformare ogni esperienza, anche quelle nate con finalità educative e umane, in terreno di contrapposizione ideologica.

Per il primo cittadino di Rotzo, il laboratorio vissuto dagli alunni poteva rappresentare “un’occasione di riflessione, di conoscenza e di sensibilizzazione verso il dolore e le difficoltà vissute da tante persone migranti”. Un’esperienza, aggiunge, che avrebbe potuto permettere anche di riconoscere l’impegno di associazioni, amministratori e cittadini che si occupano quotidianamente di accoglienza.

Il punto centrale, nella riflessione di Spagnolo, non è negare la necessità di attenzione quando si coinvolgono i bambini. Al contrario. Il sindaco sottolinea che ogni attività educativa rivolta ai più piccoli deve essere affrontata con equilibrio, delicatezza e responsabilità. Ma proprio per questo invita a evitare strumentalizzazioni e letture ideologiche che rischiano di spostare il confronto dal merito educativo allo scontro tra fazioni.

“La scuola ha il diritto e il dovere di educare, far conoscere la realtà, stimolare empatia e consapevolezza, sempre con equilibrio e sensibilità”, scrive Spagnolo, richiamando poi i valori della Costituzione: libertà, diritti, doveri, rispetto e dignità umana.

Nel post emerge anche una dimensione personale. Spagnolo ricorda gli anni trascorsi come maestro e le tante esperienze vissute con i bambini: le camminate a piedi nudi sui prati, il fango tra le dita per osservare i girini nelle pozze d’alpeggio, il freddo misurando la neve dietro la scuola “Farina” di Asiago. Momenti semplici, concreti, sensoriali, che molti ex alunni ricordano ancora con gratitudine.

Da questa memoria educativa nasce il giudizio più netto del sindaco: attorno a temi delicati come migrazioni, infanzia e scuola servirebbe più misura e meno contrapposizione. Spagnolo si definisce “fratello del mondo” e ribadisce il proprio rispetto per i bambini, per le loro esperienze, per la loro crescita e per i loro sogni.

La conclusione è un appello politico, ma anche civile. Per il sindaco di Rotzo, la politica dovrebbe tornare a unire, non alimentare continuamente divisioni. “Davvero… non sono contento così”, scrive Spagnolo, sintetizzando il disagio di fronte a un clima pubblico nel quale anche un’esperienza scolastica può diventare occasione di scontro.

Il post di Lucio Spagnolo

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