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Le hanno fatto credere che il figlio, residente in Svizzera, avesse investito una bambina e rischiasse di finire in carcere. Per evitargli l’arresto avrebbe dovuto consegnare immediatamente 29mila euro. Una storia completamente inventata, costruita per spaventare un’anziana vedova di 89 anni residente a Enego e convincerla a consegnare tutti i suoi risparmi. Il piano dei truffatori è però stato interrotto dai Carabinieri, che sono riusciti a intercettare e arrestare uno dei presunti responsabili, recuperando il denaro sottratto alla donna.
L’episodio si è verificato nel pomeriggio di martedì 13 ottobre, intorno alle 15.30, quando l’anziana ha ricevuto una telefonata sul numero fisso di casa. Dall’altra parte della cornetta un uomo, fingendosi un Carabiniere, le ha raccontato che suo figlio era rimasto coinvolto in un gravissimo incidente stradale, nel quale una bambina avrebbe riportato ferite molto serie. Per evitare conseguenze giudiziarie al familiare, il sedicente militare ha chiesto alla donna di raccogliere urgentemente 29mila euro, annunciando che di lì a poco sarebbe arrivata una persona incaricata di ritirare il denaro.
Una messinscena studiata nei dettagli, facendo leva sulla paura di una madre per la sorte del figlio e sull’autorevolezza attribuita alla divisa dell’Arma. Poco dopo, infatti, uno sconosciuto si è presentato alla porta dell’abitazione. L’uomo avrebbe tentato di convincere l’anziana a consegnargli perfino la fede nuziale, senza riuscirci. È invece riuscito a impossessarsi di 14mila euro in contanti, praticamente tutti i risparmi della donna, che li aveva sistemati sul tavolo della cucina seguendo le indicazioni ricevute al telefono. Con il denaro custodito in un contenitore di plastica, il truffatore si è quindi allontanato rapidamente dall’abitazione.
A mandare all’aria il piano è stata l’attività di controllo del territorio dei Carabinieri della Compagnia di Bassano del Grappa, in collaborazione con i militari della Stazione di Enego. Gli investigatori hanno infatti individuato una Citroën C3 già segnalata perché ritenuta utilizzata da persone coinvolte in truffe ai danni di anziani. La vettura è stata intercettata lungo la Statale 47 della Valsugana e seguita discretamente da militari in borghese, fino all’ingresso della Superstrada Pedemontana Veneta, al casello di Bassano Est. Qui è scattato l’intervento della Sezione Radiomobile, che ha fermato l’automobile identificando il conducente: un 39enne residente a Napoli, già noto alle forze dell’ordine.
La perquisizione ha permesso di rinvenire oltre 18mila euro in contanti. Più precisamente, oltre 6.500 euro erano nascosti addosso all’uomo, mentre altri 11.500 euro, suddivisi in sette mazzette di banconote di diverso taglio, si trovavano all’interno della stessa custodia sottratta poco prima all’anziana, occultata sotto il sedile del conducente. I militari hanno inoltre sequestrato tre telefoni cellulari, che potranno fornire elementi utili agli ulteriori accertamenti investigativi.
La somma sequestrata è superiore a quella sottratta alla vedova di Enego. Per questo motivo sono ancora in corso verifiche per stabilire se il denaro eccedente possa provenire da altre truffe commesse con modalità analoghe.
Nel frattempo, la vittima, rassicurata dai Carabinieri, ha formalizzato la denuncia presso la Stazione di Enego. I 14mila euro sottratti sono stati recuperati e posti sotto sequestro in attesa della restituzione alla legittima proprietaria. Il 39enne è stato arrestato in flagranza, con le accuse di truffa pluriaggravata e sostituzione di persona, e trasferito nel carcere di Vicenza, a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Resta ferma la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.
L’episodio riporta l’attenzione su una delle tecniche più utilizzate dai truffatori per colpire le persone anziane: inventare un’emergenza familiare e spacciarsi per appartenenti alle forze dell’ordine, così da ottenere denaro e preziosi prima che la vittima abbia il tempo di verificare quanto le viene raccontato.
È importante ricordare che i Carabinieri non chiedono mai denaro o gioielli per evitare arresti o risolvere presunti problemi giudiziari. Di fronte a telefonate di questo genere, la raccomandazione è interrompere immediatamente la conversazione e contattare il 112.
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