Marcesina, 200 mila euro per far rinascere il bosco ferito da Vaia

Il Comune di Enego ha ottenuto un contributo di 197.469,72 euro per il recupero di oltre 14 ettari di bosco a Campo delle Doghe. Un intervento che punta a restituire al territorio una parte del patrimonio forestale perduto

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A distanza di otto anni dalla tempesta Vaia, la Piana di Marcesina continua il suo percorso di rinascita, con nuovi interventi per ricostruire il patrimonio forestale perduto.

In uno degli angoli più caratteristici del territorio di Enego, la violenta tempesta ha lasciato segni profondi, abbattendo alberi e cambiando il volto di ampie porzioni di paesaggio. A distanza di anni, il percorso per far rinascere queste aree prosegue: a Campo delle Doghe è previsto un nuovo intervento di rimboschimento, sostenuto da un finanziamento pubblico di quasi 200 mila euro.

Il contributo, pari a 197.469,72 euro, è stato concesso da AVEPA nell’ambito di un bando regionale dedicato al recupero dei boschi danneggiati, al quale il Comune di Enego aveva presentato domanda.

L’intervento interesserà una superficie di 140.837 metri quadrati, pari a oltre 14 ettari. L’obiettivo è riportare gli alberi nelle zone in cui la copertura forestale è andata perduta, favorendo la crescita di un nuovo bosco e accompagnando le giovani piante nei primi anni, quelli in cui hanno maggiormente bisogno di cure.

La maggior parte delle risorse, oltre 156 mila euro, sarà destinata direttamente al rimboschimento. Una parte del finanziamento servirà invece alla manutenzione nel primo anno dopo la piantumazione, mentre la quota restante coprirà le spese generali del progetto.

Non si tratta, però, soltanto di mettere a dimora nuovi alberi. Perché il bosco possa davvero tornare a crescere, è importante scegliere con attenzione le specie e garantire alle piantine le condizioni migliori per attecchire. Le indicazioni dei Servizi Forestali prevedono un aumento del numero di piantine rispetto alle previsioni iniziali e una maggiore attenzione alla distribuzione delle specie. Accanto alle conifere, il progetto contempla anche la presenza di latifoglie, come il faggio. È inoltre prevista la sostituzione delle piantine che eventualmente non riusciranno ad attecchire, per favorire la crescita del nuovo bosco.

Per la Piana di Marcesina, profondamente segnata dalla tempesta Vaia, si tratta di un altro passo nel lungo percorso di recupero del patrimonio forestale. Un percorso che non si misura soltanto in euro investiti o nel numero di alberi piantati, ma soprattutto nella capacità delle nuove piante di mettere radici e crescere nel tempo.

Perché il bosco torni a caratterizzare questi luoghi serviranno anni, pazienza e manutenzione. Le giovani piante dovranno affrontare le difficoltà delle prime stagioni prima di contribuire a ricostruire quel paesaggio che, da sempre, rappresenta una parte importante dell’identità della Marcesina.

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