Mario Rigoni Stern, 105 anni fa nasceva la voce immortale dell’Altopiano

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Il 1° novembre 1921 nasceva ad Asiago Mario Rigoni Stern, uno dei più importanti scrittori italiani del Novecento, testimone della tragedia della guerra e interprete straordinario del rapporto tra uomo, natura e montagna. A 105 anni dalla sua nascita, il suo pensiero conserva una forza e un’attualità che vanno ben oltre i confini dell’Altopiano dei Sette Comuni.

A ricordarlo, in questa giornata particolare, è anche il sindaco di Asiago Roberto Rigoni Stern, che ha affidato ai social un messaggio accompagnato da un filmato dello scrittore. Un omaggio che restituisce soprattutto il valore umano di una figura profondamente radicata nella propria terra, capace di trasformare esperienze personali, ricordi e osservazioni della natura in un patrimonio letterario universale.

«Di carattere schivo e riservato, non ha mai avuto bisogno di tante parole per trasmettere la forza del suo pensiero», scrive il primo cittadino, sottolineando come Rigoni Stern abbia saputo raccontare l’Altopiano senza retorica, attraverso uno sguardo fatto di conoscenza, rispetto e amore per la montagna.

Nato ad Asiago il 1° novembre 1921, quando il territorio portava ancora le profonde ferite della Prima guerra mondiale, Mario Rigoni Stern visse in prima persona gli orrori del secondo conflitto mondiale. Alpino sul fronte russo, sopravvisse alla drammatica ritirata del Don e conobbe successivamente la prigionia nei campi tedeschi. Da quell’esperienza nacque «Il sergente nella neve», pubblicato nel 1953, un’opera destinata a diventare uno dei racconti più intensi della letteratura italiana sulla guerra, sulla solidarietà e sulla dignità umana.

Ma ridurre Rigoni Stern al solo racconto della guerra significherebbe trascurare una parte fondamentale della sua eredità. Nei libri successivi, da «Il bosco degli urogalli» a «Storia di Tönle», da «Uomini, boschi e api» a «Le stagioni di Giacomo», lo scrittore ha dato voce alla civiltà della montagna, alle sue tradizioni, alla memoria delle comunità e a quel delicato equilibrio tra uomo e ambiente che oggi è al centro di un dibattito sempre più urgente.

La sua sensibilità ecologista, maturata attraverso un rapporto quotidiano e autentico con il territorio, non nasceva da teorie astratte, ma dalla consapevolezza che la natura rappresentasse un patrimonio da conoscere e custodire, non una risorsa da consumare indiscriminatamente.

È proprio questo uno degli aspetti richiamati dal sindaco nel suo ricordo: la capacità di Rigoni Stern di insegnare che vivere la montagna significa conoscerla, rispettarla, custodirla e sentirsi parte di essa.

«Asiago è stata la sua casa, la sua radice, la sua ispirazione e la sua identità», ricorda Roberto Rigoni Stern, definendo lo scrittore un autentico alfiere della cultura della montagna e di un pensiero ecologista fondato sul legame profondo con la propria terra.

Scomparso ad Asiago il 16 giugno 2008, Mario Rigoni Stern ha lasciato un’eredità che continua a vivere nelle sue opere e nell’identità culturale dell’Altopiano. La sua lezione attraversa le generazioni e invita ancora oggi a riflettere sul significato della memoria, sul valore della pace e sulla responsabilità dell’uomo nei confronti dell’ambiente.

A 105 anni dalla nascita, il suo ricordo non è soltanto un doveroso omaggio a un grande scrittore. È anche l’occasione per riscoprire un modo di abitare e interpretare la montagna che conserva una straordinaria modernità.

Mario Rigoni Stern non ha semplicemente raccontato l’Altopiano: gli ha dato una voce capace di farsi ascoltare ben oltre le sue montagne.

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