Summer School 2023, premiata la dottoressa eroina dell’esercito

Vive a Roma ma l'altopiano, dove è nato il marito, è nel suo cuore

Summer School 2023 - Gallio

È iniziata ieri la Summer School 2023 di Motore Sanità, un appuntamento consolidato, giunto alla decima edizione, evento di punta della sanità italiana che ha come obiettivo quello di coinvolgere e mettere attorno a un tavolo le forze politiche del Paese, i cittadini, le Istituzioni e gli stakeholder chiamati a discutere dei problemi del Paese e a trovare soluzioni concrete. Un convegno che quest’anno ha come titolo Non c’è economia sostenibile senza salute, “per ricordare quello che ci ha insegnato la pandemia da Covid-19 – spiega Claudio Zanon, direttore scientifico di Motore Sanità – ovvero che se non c’è la salute non c’è l’economia, non solo viceversa”.

“Motore Sanità, insieme alla parte istituzionale, ha saputo in questi anni costruire una rete importante, – ha ribadito l’assessore alla sanità e al sociale della Regione del Veneto, Manuela Lanzarinma soprattutto per noi rappresentanti delle istituzioni diventa un momento di confronto, di dialogo, di prospettiva, un momento in cui si analizzano le situazioni, le criticità, i problemi esistenti e si prova anche a dare dei suggerimenti. Oggi sappiamo che il nostro Servizio Sanitario Nazionale è molto provato – rincaro prezzi, crisi energetica, carenza del personale, invecchiamento della popolazione. È chiaro che tutti questi elementi ci pongono di fronte a nuove sfide.”

“Sono orgoglioso di poter ospitare, per il decimo anno consecutivo, questa importante kermesse – ha detto il Sindaco di Gallio, Emanuele MunariAl di là del mio ruolo istituzionale, mi sento parte della famiglia di Motore Sanità, perché ormai siamo diventati amici con Paolo Guzzonato (Direzione scientifica Motore Sanità), Claudio Zanon (Direttore Scientifico Motore Sanità) e Giulia Gioda (Presidente Motore Sanità).”

E in occasione della prima giornata di lavori, ospite in collegamento streaming del convegno è stata anche Francesca Antonini, la dottoressa ortopedica militare il cui legame con l’altopiano è dovuto alle origini del marito, Tommaso Costa, che nel luglio scorso mentre andava al lavoro salvò un uomo rimasto vittima di un incidente stradale. Antonini, capitano ortopedico dell’Esercito del Policlinico Militare Celio di Roma, finì sotto i riflettori per l’altruismo dimostrato quando vide l’uomo, Ferdinando Mezzelani, noto fotografo del mondo sportivo, ferito a terra accanto alla sua moto e, a sangue freddo, gli tolse la cintura per fermare l’emorragia che l’avrebbe fatto morire in un breve lasso di tempo. Dopodiché la dottoressa consegnò Mezzelani alle cure dei sanitari e si recò al lavoro, senza giustificare il suo ritardo.

Ieri il comitato di Motore Sanità l’ha insignita del Premio Eroe in Camice Bianco, dedicandole un ringraziamento speciale: “Eroi come te non indossano mantelli, indossano camici bianchi”. Grande emozione per la dottoressa, che ha ammesso di essere molto emozionata e di aver fatto, in fondo, soltanto ciò che richiede il suo lavoro.