Punto nascita Asiago, Ulss 7 replica a Nursing Up: «La rotazione delle ostetriche garantisce qualità e sicurezza»

Ospedale di Asiago

La rotazione delle ostetriche tra gli ospedali di pianura e il Punto nascita di Asiago non sarebbe legata a una carenza di personale, ma risponderebbe alla necessità di mantenere elevati gli standard professionali e di sicurezza previsti per le strutture che operano in deroga. È questa la posizione dell’Ulss 7 Pedemontana, intervenuta dopo le dichiarazioni di Nursing Up Veneto sulle condizioni organizzative del personale ostetrico destinato all’ospedale dell’Altopiano.

Il sindacato aveva parlato di una situazione di forte criticità nelle aziende sanitarie vicentine, indicando proprio Asiago tra i casi più delicati e contestando il sistema di turnazione che coinvolge le ostetriche provenienti dalle altre sedi dell’Ulss 7.

Una lettura alla quale l’Azienda sanitaria replica precisando innanzitutto un punto: la turnazione non sarebbe conseguenza di una carenza di organico. «Tale turnazione non è conseguente a una carenza di organico, ma è necessaria per mantenere il più elevato livello di preparazione e professionalità del personale», chiarisce l’Ulss 7.

Secondo l’Azienda, inoltre, la rotazione viene effettuata fin dalla riapertura del Punto nascita di Asiago ed è espressamente prevista dalle normative nazionali e regionali per i punti nascita in deroga, cioè quelli che registrano meno di 500 parti l’anno. «Si tratta dunque di un atto dovuto al fine di assicurare le garanzie minime di qualità e sicurezza», sottolinea ancora l’Ulss.

Il principio alla base dell’organizzazione sarebbe quello di consentire alle ostetriche di mantenere un’esperienza professionale adeguata attraverso l’attività svolta anche nelle strutture con un numero maggiore di nascite. La rotazione tra le sedi di pianura e Asiago permetterebbe quindi alle professioniste di seguire un maggior numero di parti, mantenendo allenate competenze che assumono particolare importanza proprio in una struttura caratterizzata da volumi di attività più contenuti. Per l’Ulss 7 si tratta dunque di una misura finalizzata sia alla preparazione professionale delle ostetriche sia alla sicurezza dello stesso Punto nascita di Asiago.

L’Azienda ridimensiona anche il tema dei disagi legati agli spostamenti: «Per quanto riguarda i presunti disagi, va precisato che tale rotazione di sede riguarda un numero estremamente limitato di turni al mese». Una posizione che si contrappone a quella espressa nelle scorse ore da Nursing Up Veneto, che aveva denunciato una situazione di crescente difficoltà legata alla carenza di personale nelle Ulss vicentine.

Secondo il sindacato, proprio ad Asiago le ostetriche sarebbero chiamate ad affrontare trasferte verso l’Altopiano, turnazioni e periodi di pronta disponibilità, con possibili conseguenze anche sull’organizzazione familiare delle professioniste. Il referente regionale Guerrino Silvestrini aveva inoltre espresso preoccupazione per il progetto definito dal sindacato del “megaturno”, la cui entrata a regime sarebbe prevista dal 1° ottobre, contestando quella che Nursing Up considera una gestione basata sullo spostamento del personale tra diverse strutture.

Il sindacato riferisce inoltre della previsione di un riconoscimento di 60 euro per il viaggio verso l’Altopiano, misura che secondo Nursing Up non risolverebbe le criticità organizzative evidenziate dalle lavoratrici. Nei primi giorni di ottobre sono annunciate assemblee sindacali per approfondire le modalità di organizzazione del servizio.

La questione del Punto nascita di Asiago rientra in una più ampia denuncia di Nursing Up sulle carenze di personale sanitario nel Vicentino. Il sindacato segnala difficoltà anche nei reparti ospedalieri e nelle Case di Comunità, dove sostiene che in alcuni casi il personale venga trasferito da altre strutture per garantire l’apertura dei nuovi servizi.

In vista del confronto con la Regione Veneto previsto per il 21 settembre, Nursing Up chiede quindi un’analisi dei fabbisogni di personale, nuove assunzioni, lo scorrimento delle graduatorie e una revisione dei tetti di spesa.

Sul caso specifico di Asiago emergono dunque due letture nettamente differenti: da una parte Nursing Up, che collega l’organizzazione dei turni a un quadro generale di carenza e sovraccarico del personale; dall’altra l’Ulss 7 Pedemontana, che sottolinea come la rotazione delle ostetriche sia prevista per i punti nascita in deroga e rappresenti uno strumento per mantenere competenze, qualità dell’assistenza e sicurezza del servizio.

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