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Il Punto Nascite dell’ospedale di Asiago resterà attivo e il suo futuro non è legato al raggiungimento di un numero minimo di parti annuali. È questa una delle principali rassicurazioni emerse dall’incontro che si è svolto lunedì 19 ottobre tra le rappresentanti del gruppo “Le Pance dell’Altopiano” e i vertici dell’ULSS 7 Pedemontana, rappresentati dal direttore generale Giovanni Carretta, dal dottor Davide Meneghesso e dalla dottoressa Paola Vescovi.
Un confronto che ha permesso di approfondire diversi aspetti legati al funzionamento del reparto di Ostetricia e alla presenza dei servizi pediatrici, chiarendo alcune delle preoccupazioni costruite nelle ultime settimane sul futuro dell’assistenza materno-infantile nell’ospedale altopianese.
Il Punto Nascite non dipende dal numero dei parti
Durante l’incontro è stato ribadito che il Punto Nascite di Asiago beneficia di una deroga che ne consente il mantenimento in attività, in considerazione delle particolari caratteristiche orografiche del territorio montano e dei rilevanti flussi turistici che interessano l’Altopiano durante l’anno. Una condizione che rende il presidio ospedaliero particolarmente importante per garantire un’assistenza sanitaria adeguata tanto alla popolazione residente quanto ai numerosi visitatori.
Non esiste dunque, per il Punto Nascite di Asiago, una soglia minima annuale di parti da raggiungere per garantirne l’apertura. Anche gli eventuali trasferimenti delle partorienti verso altre strutture non sarebbero finalizzati a ridurre progressivamente l’attività del reparto in vista di una sua chiusura, ma risponderebbero esclusivamente a valutazioni di carattere clinico e organizzativo. Il principio alla base delle scelte aziendali rimane infatti la sicurezza della madre e del bambino, considerata prioritaria rispetto a qualsiasi valutazione numerica.
Pediatra, anestesista e ostetriche: le garanzie durante il parto
Tra gli aspetti più significativi illustrati nel corso dell’incontro, alcune indicazioni organizzative finalizzate a rafforzare la sicurezza dell’assistenza durante il travaglio e il parto. In particolare, nel momento in cui una partoriente viene accolta in reparto e sottoposta a monitoraggio, sarà contattato il pediatra reperibile, così da consentirgli di raggiungere l’ospedale tenendo conto dei tempi necessari per lo spostamento. Sarà inoltre garantita la disponibilità dell’anestesista e, qualora si verificasse la contemporaneità di due parti, verrà attivata la reperibilità di un’ulteriore ostetrica. Un’organizzazione che punta ad assicurare la presenza delle figure professionali necessarie nei momenti più delicati dell’assistenza.
Un altro chiarimento riguarda i tagli cesarei programmati, che non saranno più effettuati ad Asiago. Una scelta legata alla natura chirurgica di questi interventi, che richiedono specifiche condizioni organizzative. Resta invece garantita la possibilità di eseguire un cesareo in caso di necessità o emergenza, in condizioni di sicurezza.
Ostetriche, formazione continua e simulazioni
Particolare attenzione è stata dedicata anche all’aggiornamento professionale del personale ostetrico. Dal 1° ottobre di quest’anno è stata avviata una nuova organizzazione che prevede la rotazione delle ostetriche tra gli ospedali di Asiago, Bassano del Grappa e Santorso, con l’obiettivo di mantenere elevato il livello di esperienza pratica delle professioniste. Il sistema, come già spiegato nei giorni scorsi dal Direttore Generale, consentirà a ciascuna ostetrica di partecipare indicativamente ad almeno 20-30 parti all’anno, consolidando competenze ed esperienza anche attraverso l’attività svolta nelle strutture con maggiori volumi di nascite.
A questo si aggiunge l’acquisto di un manichino per le simulazioni cliniche, che verrà utilizzato per esercitazioni periodiche e per mantenere costantemente aggiornate le competenze degli operatori, anche nella gestione delle situazioni più complesse.
Pediatria, chiesto un potenziamento del servizio
Il confronto con la direzione dell’ULSS 7 ha riguardato anche un altro tema particolarmente sentito dalle famiglie dell’Altopiano: la disponibilità dell’assistenza pediatrica, soprattutto durante i fine settimana, nelle ore serali e notturne e nei periodi di maggiore presenza turistica. Le rappresentanti delle Pance dell’Altopiano hanno avanzato la richiesta di potenziare il servizio pediatrico nei weekend e durante le stagioni estiva e invernale, quando la popolazione presente sul territorio aumenta sensibilmente. È stata inoltre proposta l’introduzione di un sistema di reperibilità pediatrica per le emergenze serali e notturne, come soluzione intermedia in attesa di poter eventualmente garantire una copertura continuativa nelle 24 ore.
Da parte della direzione sanitaria, secondo quanto riferito dal gruppo, sarebbe stata manifestata la disponibilità a valutare possibili soluzioni attraverso una migliore organizzazione e un coordinamento interno, compatibilmente con il numero di pediatri attualmente disponibili nell’azienda sanitaria. Al momento, dunque, non è stato annunciato un ampliamento degli orari, ma le richieste saranno oggetto di valutazione organizzativa.
Gli attuali orari del servizio pediatrico
Attualmente il servizio di Pediatria dell’ospedale di Asiago è attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 16.30, mentre il sabato, la domenica e nei giorni festivi l’orario è dalle 8.30 alle 13.30.
Per quanto riguarda invece il servizio presso la Dottoressa Zadnick, l’attività si svolge il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 11.00 alle 14.00, mentre il martedì e il giovedì dalle 14.00 alle 17.00.
L’incontro del 19 ottobre rappresenta quindi un ulteriore momento di confronto sul futuro della sanità altopianese, al quale il gruppo Le Pance dell’Altopiano ha contribuito portando all’attenzione della direzione sanitaria le esigenze delle famiglie del territorio. Da una parte, la conferma della volontà di mantenere operativo il Punto Nascite di Asiago, attraverso procedure e percorsi formativi orientati alla sicurezza; dall’altra, la necessità di continuare a lavorare per rafforzare i servizi pediatrici, rispondendo alle esigenze di un territorio montano nel quale la distanza dagli altri presidi ospedalieri rende particolarmente importante la presenza di un’assistenza sanitaria di prossimità.
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