Alcuni luoghi sembrano essersi fermati nel tempo. Luoghi che, soprattutto quando l’estate lascia spazio ai mesi più tranquilli, sembrano raccogliere i ricordi di chi li ha vissuti e continuano a custodire un legame speciale con le persone che li abitano.
La contrada di Frizzon, nel territorio di Enego, è uno di questi angoli dell’Altopiano. Un piccolo borgo dove il paesaggio, il silenzio e quelle poche case immerse nella natura raccontano ancora oggi una storia fatta di semplicità, memoria e cura. Un luogo che durante i mesi estivi diventa anche meta di chi cerca un po’ di refrigerio lontano dal caldo della pianura, grazie ai suoi sentieri immersi nel verde e all’area attrezzata per i picnic, ideale per trascorrere qualche ora a contatto con la natura.
Qui le giornate scorrono con un ritmo diverso: tra la quiete estiva, il profumo dei prati, i rumori della natura e il suono dei campanacci delle vacche che accompagna il paesaggio circostante. Anche un prato tagliato, dei fiori freschi davanti alle abitazioni o una luce che si accende alla sera diventano segnali di una presenza che continua e di un legame che non si spezza.
Ed è proprio da questo sentimento che nasce il nuovo simbolo di benvenuto realizzato all’ingresso della contrada. Una targa che, pur nella sua semplicità, racchiude un significato profondo: far sentire accolto chi arriva e ricordare a chi torna che Frizzon è lì ad aspettarlo.
L’iniziativa è nata grazie a Roberto Conte, abitante della contrada, che ha realizzato il nuovo segnale con il contributo e la collaborazione di altre persone legate a Frizzon, tra residenti e proprietari di seconde case. Una vera e propria sinergia nata dalla volontà comune di valorizzare un luogo amato e mantenerne viva l’identità.
Un gesto spontaneo, ma capace di raccontare molto: perché dietro quella targa non c’è soltanto un’indicazione, ma il messaggio di una comunità che vuole continuare a prendersi cura del proprio territorio.
Particolarmente suggestiva anche la storia dell’elemento che accompagna questo nuovo benvenuto. Una grande radice intrecciata, lasciata dai boschieri sulla curva di Santa Chiara, che durante il periodo natalizio era stata utilizzata come culla per il presepe della chiesetta della contrada. Roberto Conte, grazie anche alla collaborazione di Teresina, l’ha recuperata, ripulita e valorizzata, trasformandola questa estate nel supporto per il nuovo segnale fiorito che accoglie chi arriva o torna a Frizzon.
Un dettaglio che racconta ancora una volta il legame tra passato e presente: un elemento nato dalla tradizione che oggi assume una nuova funzione, diventando simbolo di ospitalità e appartenenza.
Frizzon continua inoltre a mantenere vivo il proprio spirito comunitario anche attraverso i momenti di incontro ospitati nella sua chiesetta. Sono infatti in programma due celebrazioni molto sentite dalla comunità: venerdì 14 agosto alle ore 20.00 verrà celebrata la Santa Messa in occasione della festa dell’Assunzione di Maria, mentre martedì 8 settembre alle ore 10.30 si terrà la celebrazione per la festa della Madonna di Monte Berico.
Appuntamenti che rappresentano non solo momenti religiosi, ma anche occasioni per ritrovarsi e rafforzare quel senso di appartenenza che caratterizza le piccole contrade dell’Altopiano.
La nuova targa di Frizzon diventa così molto più di un semplice cartello: è il racconto di persone che scelgono di dedicare tempo e attenzione al luogo che amano. Un piccolo gesto, realizzato lontano dai riflettori, ma capace di trasmettere un grande messaggio: le comunità e, in questo caso, una piccola contrada, vivono anche grazie a chi continua a prendersene cura.

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