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Quattro mesi di anticipo rispetto al cronoprogramma iniziale e una spesa finale inferiore all’importo di aggiudicazione. Si chiude con questi risultati la prima fase della riqualificazione di Corso IV Novembre ad Asiago, un intervento che ha restituito alla città un tratto completamente rinnovato, non soltanto nell’aspetto estetico ma anche nelle infrastrutture presenti sotto la pavimentazione. L’amministrazione comunale guarda ora alla seconda parte dell’opera, destinata a completare il collegamento fino a Piazza II Risorgimento, con un investimento complessivo che, considerando anche gli interventi di Etra, raggiungerà i 2,2 milioni di euro.
A consentire la conclusione anticipata del primo lotto sono stati soprattutto due fattori. Il primo riguarda la scelta del Comune di autorizzare fin da subito la chiusura della viabilità, permettendo all’impresa di organizzare il cantiere senza dover continuamente garantire il transito dei veicoli. Il secondo è legato alla disponibilità dimostrata dai commercianti, che hanno accettato di sospendere temporaneamente le attività per alcuni giorni quando le lavorazioni lo richiedevano, in particolare durante i getti dei massetti.
Una collaborazione che ha consentito di evitare rallentamenti e di concentrare le lavorazioni, riducendo sensibilmente i tempi di esecuzione.
Anche sotto il profilo economico il bilancio dell’intervento presenta un dato significativo: a fronte di un importo a base d’asta di 760mila euro, i lavori erano stati aggiudicati per 725mila euro, mentre il costo finale, comprensivo degli imprevisti emersi durante il cantiere, si è attestato attorno ai 710mila euro.
Il risultato visibile è la nuova pavimentazione del Corso, ma una parte sostanziale dell’investimento ha interessato ciò che si trova al di sotto della strada. I sottoservizi sono stati completamente rifatti, predisponendo anche le infrastrutture per le linee Enel e la fibra ottica. Sono stati inoltre realizzati appositi pozzetti funzionali alle esigenze delle manifestazioni cittadine, tra cui Made in Malga.
Particolare attenzione è stata riservata anche alla tenuta e alla capacità drenante della pavimentazione. I cubetti sono fissati attraverso una resina epossidica permeabile, studiata per sopportare carichi pesanti e, contemporaneamente, favorire il deflusso dell’acqua durante le precipitazioni più intense.
Il secondo lotto: dal Corso a via Silvagni
L’attenzione si sposta ora sulla prosecuzione della riqualificazione, che interesserà il tratto di Corso IV Novembre dallo Sporting fino a Piazza II Risorgimento, riprendendo fedelmente le caratteristiche estetiche e funzionali della parte appena completata.
Il progetto comprenderà anche via Silvagni, dove sono previsti il rifacimento dei sottoservizi, la nuova asfaltatura della carreggiata e la sistemazione dei marciapiedi. Tra gli interventi più rilevanti figura la separazione delle acque nere da quelle meteoriche, un adeguamento infrastrutturale particolarmente importante anche alla luce degli eventi piovosi sempre più intensi che interessano il territorio.
Proprio la gestione delle acque rappresenta uno degli elementi che hanno condizionato la programmazione complessiva dell’opera.
L’amministrazione comunale intende infatti procedere anche con il rifacimento del ponte San Giovanni, con l’obiettivo di aumentarne la capacità di deflusso attraverso un innalzamento della sezione utile di circa 50-60 centimetri. Una scelta legata alla necessità di migliorare la risposta dell’infrastruttura in occasione delle cosiddette bombe d’acqua.
È anche per questa ragione che si è deciso di iniziare la riqualificazione del Corso dal tratto recentemente ultimato, rimandando la parte successiva per consentire una programmazione coordinata con il futuro intervento sul ponte.
Un investimento da 2,2 milioni. Mancano ancora 390mila euro
Per il secondo lotto è previsto un investimento comunale di 1 milione e 600mila euro, al quale si aggiungeranno ulteriori 600mila euro a carico di Etra, nell’ambito di una convenzione che consentirà di procedere contestualmente con la sostituzione dell’acquedotto e della linea delle acque nere, sia lungo via Silvagni sia nella restante metà del Corso.
Il valore complessivo delle opere raggiunge quindi i 2,2 milioni di euro.
Resta tuttavia da completare la copertura finanziaria della quota comunale: all’appello mancano attualmente circa 390mila euro. Per reperire le risorse necessarie l’amministrazione sta valutando anche l’accensione di un piccolo mutuo, soluzione che permetterebbe di procedere rapidamente con la gara d’appalto senza rinviare ulteriormente l’avvio dell’intervento.
L’intenzione è quella di ricorrere a una procedura di affidamento basata sul criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, invitando una decina di imprese a presentare la propria proposta.
L’obiettivo è arrivare all’apertura del nuovo cantiere già tra febbraio e marzo 2027.
Il cronoprogramma: si partirà da via Silvagni
La programmazione prevede una suddivisione dei lavori in più fasi, organizzate per contenere quanto possibile i disagi alla circolazione e alle attività economiche.
Il primo intervento, previsto indicativamente per la metà di gennaio, riguarderà via Silvagni, dove il rifacimento dei sottoservizi e la ripavimentazione dovrebbero richiedere circa un mese e mezzo. Durante questa fase Corso IV Novembre resterà aperto al traffico.
Successivamente il cantiere si sposterà progressivamente lungo il Corso, procedendo per tratti: dall’area Europa a via Monte Cengio, quindi tra via Monte Cengio e la vietta Lobbia, per proseguire verso via Monte Val bella e concludersi con l’ultimo segmento fino a Piazza II Risorgimento.
Il cronoprogramma preliminare contempla anche due settimane di sospensione durante il mese di agosto, mentre la conclusione complessiva delle opere è programmata entro novembre 2027.
Nella pianificazione dovrà trovare spazio anche l’intervento di Italgas, che prevede di avviare dalla metà di ottobre la sostituzione di una propria linea.
Per quanto riguarda la logistica, l’area destinata al deposito temporaneo dei materiali di cantiere sarà individuata nello spazio antistante l’ufficio postale.
Le incognite del sottosuolo: reperti archeologici e residuati bellici
Come già avvenuto per il primo lotto, anche la nuova fase dovrà confrontarsi con le possibili incognite legate agli scavi.
Tra queste figurano l’eventuale rinvenimento di reperti archeologici e la presenza di residuati bellici, un’eventualità da considerare quando si interviene nel sottosuolo di Asiago, alla luce della storia del territorio durante la Prima guerra mondiale.
Nel primo tratto non sono emersi ordigni o altri materiali bellici. Anche per la seconda parte le aspettative sono favorevoli, considerando che fino a una profondità di circa un metro e mezzo il terreno antropizzato è stato generalmente già interessato da precedenti interventi e rimozioni.
Resta comunque un elemento di incertezza che potrà essere definitivamente superato soltanto con l’avanzamento degli scavi. Analogamente, non si prevedono particolari criticità sul fronte archeologico, pur non potendo escludere a priori eventuali ritrovamenti.
Con la conclusione anticipata del primo lotto, la riqualificazione di Corso IV Novembre entra dunque nella sua fase successiva. Non soltanto un intervento di arredo urbano, ma un ammodernamento complessivo delle infrastrutture del centro cittadino, che punta a migliorare funzionalità, accessibilità e gestione delle acque, mantenendo una continuità estetica tra le due parti della principale arteria commerciale di Asiago.
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