«Al Punto Nascite di Asiago un’assistenza da 110 e lode»: la lettera di un neopapà racconta l’eccellenza del reparto

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Ci sono testimonianze che, più di tante dichiarazioni e discussioni, riescono a raccontare il valore di un servizio sanitario. Soprattutto quando arrivano da chi quel servizio lo ha vissuto in prima persona, in uno dei momenti più importanti della propria vita. È il caso della lettera giunta alla nostra redazione da Daniele Cecconi, diventato papà per la prima volta appena due settimane fa all’ospedale di Asiago, che ha voluto condividere pubblicamente la propria esperienza nel reparto di Ostetricia e Ginecologia.

Una lettera spontanea, carica di riconoscenza e gratitudine, che rappresenta anche un’importante testimonianza a favore del Punto Nascite altopianese, una realtà sanitaria che negli ultimi anni è stata più volte al centro di discussioni, preoccupazioni e polemiche legate al suo mantenimento e all’organizzazione del personale. «La nostra esperienza per la nascita del nostro primogenito la definisco da 110 e lode», scrive Cecconi, sintetizzando in poche parole il giudizio su quanto vissuto insieme alla compagna durante il ricovero.

Un’esperienza che, secondo il neopapà, ha trovato nella professionalità del personale e nell’attenzione riservata alla famiglia i suoi punti di forza: «In sala parto avevamo tre ginecologi, due ostetriche, la pediatra e una OSS», racconta, sottolineando la presenza di un’équipe numerosa e preparata in un momento tanto delicato quanto emozionante. Un aspetto che Cecconi tiene particolarmente a evidenziare, senza voler instaurare confronti polemici con le altre strutture ospedaliere del territorio, ma rivendicando piuttosto la qualità dell’assistenza garantita anche da un presidio sanitario di montagna, inevitabilmente chiamato a confrontarsi con risorse e condizioni organizzative differenti rispetto ai grandi ospedali di pianura.

Ma ciò che sembra aver colpito maggiormente la giovane famiglia non è soltanto la preparazione professionale dell’équipe. È soprattutto il lato umano dell’assistenza ricevuta, durante il parto e nei giorni successivi. «L’assistenza post parto la posso definire super eccellente. Come siamo stati assistiti dalle ostetriche e dai ginecologi è stato impeccabile, anzi, se guardo il lato umano nei nostri confronti, è stato meraviglioso», prosegue nella lettera.

Parole che acquistano un significato ancora più particolare considerando che lo stesso Cecconi lavora nell’ambito sanitario come autista soccorritore e conosce quindi, anche dal punto di vista professionale, l’importanza dell’assistenza e della vicinanza alle persone nei momenti di maggiore vulnerabilità. «Da questo reparto non posso che imparare ancora di più che cosa significa assistere una puerpera sia durante la fase del travaglio che nel post parto», osserva.

Una testimonianza che assume un peso significativo anche alla luce delle polemiche alimentate da una parte della stampa locale che hanno interessato il Punto Nascite di Asiago negli ultimi tempi. Il reparto, considerato strategico per garantire un servizio essenziale alle famiglie dell’Altopiano dei Sette Comuni, in passato è stato più volte oggetto di interrogativi legati ai numeri delle nascite, alla sostenibilità organizzativa e alla gestione del personale ostetrico. Proprio recentemente, le polemiche riguardanti la rotazione delle ostetriche tra Asiago e gli ospedali di pianura avevano riacceso il dibattito. Criticità sollevate dalle organizzazioni sindacali alle quali l’ULSS 7 Pedemontana aveva risposto chiarendo anche tramite la nota divulgata questa mattina che tale organizzazione non è conseguenza di una carenza di personale, ma risponde alla necessità di garantire elevati standard di preparazione e sicurezza, attraverso il mantenimento delle competenze professionali anche nelle strutture con maggiori volumi di attività. Una posizione che si inserisce nella volontà, ribadita dall’Azienda sanitaria e sostenuta dalle istituzioni del territorio, di preservare il Punto Nascite di Asiago, riconoscendone il ruolo fondamentale per una comunità montana nella quale distanze, condizioni meteorologiche e viabilità rendono particolarmente importante la presenza di servizi sanitari di prossimità.

Il racconto di questa famiglia offre uno spaccato concreto di ciò che il reparto è in grado di garantire: un’assistenza qualificata, accompagnata da quella dimensione umana che, soprattutto durante la nascita di un figlio, può fare la differenza. Ed è proprio questo, probabilmente, il messaggio più importante della lettera: dietro ai numeri, alle valutazioni tecniche e alle discussioni sul futuro dei servizi sanitari ci sono persone, famiglie e bambini che vengono al mondo. Ci sono professionisti che continuano a svolgere il proprio lavoro con dedizione e competenza, costruendo ogni giorno quel rapporto di fiducia che rappresenta uno degli elementi più preziosi della sanità pubblica.

Nella parte conclusiva della sua testimonianza, Daniele Cecconi rivolge un ringraziamento speciale al dottor Andrea Cocco e all’intera équipe del reparto, citando i medici Massimo Preziuso e Hossein Gholami, insieme alle ostetriche Lonia, Anna, Gloria e Beatrice, senza dimenticare tutti gli altri professionisti che hanno accompagnato la famiglia in questa esperienza. «Complimenti a tutti e un ringraziamento speciale», scrive il neopapà, esprimendo poi l’auspicio che molte famiglie possano scegliere di affidarsi al reparto asiaghese per vivere il momento della nascita del proprio figlio. Un desiderio che va oltre la semplice gratitudine personale e si trasforma in un riconoscimento pubblico al lavoro di un intero reparto, spesso raccontato attraverso le difficoltà e le incertezze sul proprio futuro, ma che oggi torna a far parlare di sé per una storia di buona sanità.

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