Nuovo Codice della Strada: multe più basse, nuove regole per patenti, assicurazioni e controlli

Il Consiglio dei ministri ha dato il primo via libera alla riforma. Tra le novità, notifiche delle multe in tempi dimezzati, documenti digitali, maggiori tutele per motociclisti e persone con disabilità e una stretta sui veicoli senza assicurazione. Tutte le novità

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Si prepara a cambiare profondamente il modo di circolare sulle strade italiane. Il Consiglio dei ministri ha approvato il 13 ottobre 2026, in via preliminare, il nuovo Codice della Strada, un provvedimento destinato a riscrivere numerose regole che disciplinano la circolazione di automobilisti, motociclisti, ciclisti e mezzi di trasporto professionali.

La riforma, promossa dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, introduce un principio destinato a segnare una discontinuità rispetto al passato: sanzioni economiche generalmente più contenute per le infrazioni meno gravi, ma provvedimenti più severi nei confronti dei comportamenti che mettono concretamente a rischio la sicurezza stradale.

Il testo arriva dopo un confronto con oltre cento associazioni, imprese e operatori del settore e affronta questioni che interessano quotidianamente milioni di cittadini: dalle multe alle assicurazioni, dalle patenti ai controlli elettronici, fino alle nuove forme di mobilità.

È importante precisare che le modifiche non sono ancora operative. Il provvedimento ha ottenuto un primo via libera del Governo, ma dovrà completare i successivi passaggi istituzionali prima della sua entrata in vigore.

Multe più leggere, ma non per tutte le infrazioni

Una delle novità più significative riguarda il sistema delle sanzioni amministrative. Il Governo punta a rendere le multe maggiormente proporzionate alla gravità delle violazioni, riducendo gli importi di numerose contravvenzioni e sospendendo il meccanismo di adeguamento automatico biennale all’inflazione.

Nel dettaglio, le sanzioni minime attualmente fissate a 26 e 42 euro scenderebbero rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre quelle da 83 e 87 euro verrebbero ricondotte a 80 euro.

Non si tratterebbe, tuttavia, di una riduzione indiscriminata. Per le condotte considerate più pericolose sono infatti previste conseguenze più severe, secondo l’impostazione del Ministero che intende attribuire alle multe una funzione «deterrente e non vessatoria».

La revisione coinvolge anche le sanzioni per eccesso di velocità, con un sistema che punta a graduare maggiormente l’importo delle multe sulla base dell’effettivo superamento dei limiti previsti.

Autovelox, multe notificate entro 45 giorni e documenti digitali

Una modifica particolarmente importante per gli automobilisti riguarda i tempi di notifica delle contravvenzioni.

Per le violazioni rilevate attraverso dispositivi elettronici, senza contestazione immediata, il termine di notifica passerebbe dagli attuali 90 a 45 giorni. Una riduzione significativa che dovrebbe consentire ai cittadini di conoscere più rapidamente le infrazioni contestate, senza attendere diversi mesi.

La novità riguarderebbe quindi anche gli accertamenti effettuati tramite autovelox e altri strumenti di controllo a distanza, mentre per le altre tipologie di accertamento rimarrebbe il termine ordinario di 90 giorni.

Cambierebbe anche il rapporto tra automobilisti e documenti di circolazione. Patente e carta di circolazione potrebbero essere verificate direttamente attraverso le banche dati telematiche, riducendo la necessità di esibire i documenti materialmente durante i controlli, secondo le modalità previste dalla riforma.

Una semplificazione che punta a ridurre gli adempimenti burocratici e a rendere più rapida l’attività degli organi di polizia stradale.

Assicurazione, stretta sui veicoli irregolari

Di segno decisamente opposto le novità previste per chi circola senza copertura assicurativa.

Il nuovo Codice introdurrebbe un divieto di circolazione a tempo indeterminato per i veicoli privi di assicurazione, rafforzando gli strumenti di controllo e le conseguenze per chi non rispetta l’obbligo della responsabilità civile.

Il provvedimento interverrebbe anche sui mezzi immatricolati all’estero. I veicoli stranieri che circolano in Italia per più di 30 giorni sarebbero soggetti all’obbligo di copertura assicurativa secondo le disposizioni italiane, nei termini che verranno definiti dalla normativa.

Previsto inoltre il rafforzamento delle procedure per recuperare le multe non pagate dai conducenti stranieri, una questione particolarmente rilevante nelle località turistiche caratterizzate da un consistente traffico internazionale.

Biciclette elettriche, monopattini e motociclisti: le nuove regole

La riforma dedica particolare attenzione anche alla mobilità su due ruote.

Per i cosiddetti cicli a propulsione, tra cui alcune tipologie di biciclette motorizzate impiegate nelle consegne a domicilio, verrebbero introdotti l’obbligo del casco e quello di un contrassegno identificativo.

Una distinzione importante riguarda le comuni biciclette a pedalata assistita, comprese quelle utilizzate per il cicloturismo e le escursioni in montagna: non devono essere automaticamente confuse con i mezzi motorizzati ai quali si riferisce la nuova disposizione.

Per quanto riguarda i monopattini elettrici, il testo prevede un ulteriore divieto di circolazione quando il loro utilizzo costituisce un intralcio o un pericolo per i pedoni. Si tratterebbe di una disposizione aggiuntiva rispetto agli obblighi già introdotti dalla precedente normativa.

Novità anche per i motociclisti, ai quali verrebbe consentito l’utilizzo della corsia di emergenza in autostrada in presenza di incidenti o rallentamenti, secondo condizioni che dovranno essere definite.

Il programma governativo contempla inoltre l’installazione di barriere stradali progettate per ridurre le conseguenze degli incidenti che coinvolgono chi viaggia in moto.

Più diritti per le persone con disabilità, nuovi obblighi per i Comuni

Tra gli interventi più significativi figura quello relativo al Contrassegno unificato disabili europeo (CUDE), lo strumento che permette alle persone aventi diritto di usufruire delle agevolazioni previste per la mobilità.

Il nuovo Codice stabilisce che tutti i Comuni debbano aderire alla piattaforma informatica nazionale, così da agevolare il riconoscimento dei contrassegni anche al di fuori del Comune di residenza.

L’obiettivo è evitare che una persona con disabilità debba ripetere procedure e comunicazioni amministrative ogni volta che si sposta in un’altra città, soprattutto per l’accesso alle zone a traffico limitato.

Una misura che interessa direttamente anche le amministrazioni dei piccoli Comuni, chiamate ad adeguarsi a un sistema nazionale uniforme, con benefici per i cittadini e per chi deve spostarsi frequentemente tra territori diversi.

Minicar modificate, targhe personalizzate e patenti professionali

Particolare attenzione viene riservata ai veicoli utilizzati dai più giovani. Per le minicar modificate illegalmente per superare i limiti di velocità previsti si prospettano conseguenze più pesanti.

Oltre alla sanzione economica e all’immobilizzazione del mezzo, verrebbe introdotto un divieto di marcia per 30 giorni, con l’obiettivo di contrastare modifiche che possono compromettere le caratteristiche di sicurezza dei quadricicli leggeri.

È stata invece eliminata la proposta, inizialmente contenuta nelle bozze, di consentire il conseguimento della patente B già a 17 anni. Non trova spazio nel testo approvato neppure l’ipotesi di sanzionare specificamente i pedoni che utilizzano lo smartphone mentre attraversano sulle strisce.

Tra le curiosità della riforma compare anche la possibilità di richiedere targhe personalizzate, scegliendo una combinazione alfanumerica secondo le modalità che saranno stabilite.

Per il trasporto professionale, infine, il limite anagrafico previsto per la guida con le patenti del gruppo 2, comprese quelle per autobus e mezzi pesanti, salirebbe da 68 a 70 anni, con verifiche biennali dei requisiti.

Quando entrerà in vigore il nuovo Codice della Strada?

Nonostante il via libera del Consiglio dei ministri, non esiste ancora una data definitiva di entrata in vigore delle nuove disposizioni.

Il provvedimento, approvato in via preliminare il 13 ottobre, dovrà completare il percorso istituzionale previsto prima della pubblicazione del testo definitivo in Gazzetta Ufficiale e dell’applicazione delle nuove regole, secondo le rispettive decorrenze.

Fino ad allora rimane vigente l’attuale disciplina, comprensiva delle modifiche introdotte dalla legge 177 del 2024.

Per automobilisti, motociclisti e amministrazioni locali si apre dunque una nuova fase di cambiamento. L’obiettivo dichiarato è costruire un sistema più semplice, più moderno e più rigoroso verso le condotte realmente pericolose, senza trasformare ogni violazione in un aggravio economico sproporzionato.

Un equilibrio che dovrà essere valutato soprattutto alla prova dei fatti, perché la sicurezza stradale non dipende soltanto dalle sanzioni, ma anche dalla qualità delle infrastrutture, dalla prevenzione e dalla responsabilità di chi ogni giorno si mette alla guida.

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